Scuole a pezzi, l'anagrafe del ministero dell'Istruzione mostra la mappa dell'orrore

"Controlleremo le scuole con i satelliti" spiega il ministro Fioramonti preannunciando interventi "il più possibile" puntali per prevenire i crolli con i danni a persone e cose. Degli oltre 40mila edifici scolatici attivi, 30mila hanno più di di 40 anni

In Italia si contano 3.042 edifici scolastici "inattivi" ma anche gli istituti aperti possono rappresentare un rischio per i nostri ragazzi che vi passano svariate ore sui banchi. Non stiamo parlando dei disagi per le attrezzature spesso vetuste o inadeguate, o aule troppo fredde o troppo calde a seconda della stagione: ben più drammatici sono i dati che si possono ricavare dall'anagrafe dell'edilizia scolastica, un portale nazionale presentato oggi dal ministro Fioramonti da cui emerge una mappa del paese veramente angosciante. 

Su oltre 40mila edifici attivi, 30mila hanno più di di 40 anni, 21mila non hanno il Certificato di agibilità, 15mila non hanno il Certificato di collaudo statico, 23mila non hanno il Certificato di prevenzione incendi e 7mila non hanno neppure un Piano di emergenza.

Basterebbero questi dati per trattegiare il quadro di un'emergenza già denunciata da Legambiente secondo cui quasi il 40% degli edifici ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria urgente. Ma vengono i brividi a vedere la mappa delle scuole site in aree a rischio sismico: se in Italia l'anagrafe del Miur conta 34mila edifici costruiti senza normativa tecnica antisismica, di questi 2mila sono in zona ad alta pericolosità.

"Controlleremo le scuole con i satelliti" ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti presentando la mappatura totale di tutti gli edifici scolastici del nostro Paese.

"Vogliamo monitorare i movimenti millimetrici per fare in modo che gli interventi possano essere puntali il più possibile e prevenire i crolli con i danni alle persone e alle cose".  

"Purtroppo le condizioni di difficoltà e di degrado sono ancora molto diffuse nel nostro Paese e in alcuni contesti addirittura aggravate con dei rischi potenziali per molte persone" spiega Fioramonti. "Serve un raccordo molto più efficace tra l'amministrazione governativa e coloro che sono responsabili delle infrastrutture scolastiche, che non è il governo, non è lo Stato, ma sono le province e i comuni".

"Purtroppo negli anni, molti enti locali non sono stati in grado di svolgere bandi e gare e aver portato avanti dei lavori di messa in sicurezza. Oggi questo è un problema".

Scuole, 120 milioni di euro per il Centro Italia

La mappa degli edifici non antisismici in Italia, clicca per il dettaglio

La mappa degli edifici non antisismici in Italia, clicca per il dettaglio

Intanto  il viceministro dell'Istruzione Anna Ascani ha presentato oggi la graduatoria delle scuole delle quattro Regioni colpite dal Terremoto del Centro Italia nel 2016 e 2017, che potranno beneficiare dei 120 milioni di euro che sono stati stanziati per la messa in sicurezza e l'adeguamento sismico.

Sono state 711 le proposte progettuali arrivate in risposta alla selezione pubblica - spiega Ascani - 58 i Comuni e 14 le Province che otterranno finanziamenti per la messa in sicurezza, l'adeguamento sismico e la nuova costruzione di scuole, nelle zone sismiche 1 e 2 delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria".

"Con queste risorse vogliamo accelerare il processo di ricostruzione. Non possiamo perdere tempo: i nostri ragazzi hanno diritto alla loro vita, al loro futuro"

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