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Venerdì, 21 Giugno 2024
Il giallo / Torino

Mara Favro scomparsa dopo il lavoro: il giallo dell'ultimo messaggio e della denuncia fatta da un'altra donna

Della mamma torinese non si hanno notizie da marzo. Il fratello crede sia stata uccisa. Sentito dai carabinieri il suo datore di lavoro

Potrebbe essere vicino a una svolta il caso della scomparsa di Mara Favro, la donna sparita nel nulla lo scorso 8 marzo dopo che aveva finito di lavorare in una pizzeria a Chiomonte, in Alta Val di Susa, nel Torinese. Nelle scorse ore i carabinieri hanno sentito il gestore della pizzeria dove la donna lavorava. È stato l'ultimo a vederla e le sue parole sono al vaglio degli inquirenti.

Il fratello Fabrizio non crede all'allontanamento volontario e ha chiesto formalmente che si indaghi per omicidio e occultamento di cadavere. La procura di Torino ha quindi aperto un fascicolo, per ora senza alcun indagato. 

Mara Favro ha 51 anni ed è mamma di una bambina di nove anni. Vive con la piccola a Susa. È stata vista l'ultima volta tra il 7 e l'8 marzo. Da otto giorni lavorava in una pizzeria. Alla trasmissione "Chi l'ha visto?" proprio il titolare del locale ha raccontato che una volta finito il turno la donna avrebbe accettato un passaggio dal pizzaiolo, che l'avrebbe accompagnata a Susa, lasciandola davanti al pub. Secondo la sua versione, quella stessa notte Favro sarebbe tornata, in autostop, a Chiomonte perché aveva dimenticato le chiavi di casa per poi ritornare verso Susa a piedi. 

L'ultima traccia della donna sarebbe un selfie, inviato su WhatsApp alla figlia, dove il suo volto è praticamente inghiottito dall'oscurità della notte. Ci sarebbe stato un altro messaggio inviato al titolare della pizzeria. Come ha raccontato lui stesso Mara lo avrebbe avvisato che non avrebbe più lavorato nel suo locale. Messaggio che l'uomo dice di aver eliminato.

"Non avrebbe mai lasciato la figlia da sola", dice chi conosceva bene la 51enne. Per lo stesso motivo si tende a escludere il suicidio. 

mara favro

I punti oscuri sono tanti. A iniziare dalle testimonianze che sono opposte rispetto a quelle del titolare della pizzeria. Mara il 7 marzo secondo la vicina era a casa sua, a Susa, e non al lavoro. Quale versione è corretta? Altro dato che non torna: la  mattina dell'8 marzo in casa di Mara il fratello ha trovato alcuni fogli con delle strane scritte. C'erano annotate le parole camera mortuaria, autopsia, medico legale. Con la grafia di Mara. Che senso hanno quegli appunti?

C'è poi un'altra donna che entra in qualche modo nella storia di Mara. "Chi l'ha visto?" ha rintracciato una donna che a maggio, ossia due mesi dopo la scomparsa di Mara, ha lavorato per la stessa pizzeria di Chiomonte. La sostituta ha presentato una denuncia contro il titolare per aggressione, ma poi l'ha ritirata.

Questi i passaggi riportati in denuncia: "Ho chiesto a lui (il titolare, ndr) di essere pagata ma lui, come altre volte, ha detto che non aveva i soldi e che avrei dovuto aspettare un mese. Per questo abbiamo litigato e lui a un certo punto mi ha spinta verso l'ingresso del locale e poi sul marciapiedi, facendomi cadere a terra e così mi sono fatta male a un ginocchio. Lui ha preso le mie cose, cioè il mio zaino e le mie borse e le ha buttate sul marciapiedi. In un'altra occasione, non ricordo se il 9 o il 10 maggio, lui mi ha minacciata dicendomi 'Vuoi fare la fine di Mara?'".

Il titolare della pizzeria è stato raggiunto in videochiamata dal cronista di 'Chi l'ha visto?' e ha replicato con una sua versione dei fatti: "Ho sorpreso questa ragazza - ha raccontato - che beveva mentre era in servizio ed era ubriaca. L'ho rimproverata, è normale no? Le ho detto 'Non farmi incazzare che ci sono i clienti'. E lei ha detto a me: 'Perché, se no mi fai fare la fine di Mara?'. Allora le ho detto di andare fuori di qui, perché tutti hanno i pregiudizi. Ho preso la sua roba, la sua borsa e l'ho accompagnata fuori. Per etica io non picchio le donne".

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