"Ma quale rissa, solo qualche spintone": la versione dei fratelli Bianchi sull'omicidio di Willy Monteiro

I verbali degli interrogatori di garanzia riportati da Repubblica. Marco e Gabriele respingono ogni accusa: nessun colpo, solo una baruffa. Ma la loro versione è in contraddizione con il racconto dei testimoni

Marco e Gabriele Bianchi

"Io, mio fratello Marco e Vittorio (…) andiamo al locale Duedipicche, poi ci allontaniamo con tre ragazze. A un certo punto Michele C. mi telefona e mi chiede di tornare là. Vediamo una rissa e ci dirigiamo verso la folla. Mentre cercavamo di capire, vedo Willy spostarsi come se fosse stato spinto. Accanto a Willy c’era un ragazzo che gesticolava e io l’ho spinto per paura che colpisse mio fratello. Non ho visto chi ha spinto Willy". È questa la versione fornita agli inquirenti da Gabriele Bianchi, uno dei 4 arrestati per l’omicidio di Willy Monteiro. 

Omicidio Willy Monteiro, i racconti dei quattro ragazzi indagati

È "Repubblica" a riportare i verbali degli interrogatori di garanzia a cui gli accusati sono stati sottoposti due giorni dopo i fatti di Colleferro. "Non so come è caduto Willy, nemmeno lo ricordo" racconta ancora il 26enne di Artena. 

L’unico ad ammettere il pestaggio è stato Francesco Belleggia, a cui sono stati concessi i domiciliari. Secondo la sua versione Marco Bianchi avrebbe sferrato un calcio a Willy mentre il fratello Gabriele picchiava l’amico della vittima. "A quel punto - racconta agli inquirenti Belleggia - è iniziata la rissa con pugni e calci". Una rissa a cui lui si sarebbe sottratto cercando di scappare. "Dicono che Pincarelli abbia dato colpi a Willy mentre era a terra, ma io non li ho visti". Gli altri accusati invece smentiscono recisamente. 

Marco Bianchi: "Ho spinto Willy ma non gli ho dato nessun colpo"

Su tutti i fratelli Bianchi la cui versione dei fatti è in palese contraddizione con il racconto fatto dagli amici di Willy nonché da altre persone che hanno assistito alla rissa. Racconta Marco Bianchi: "Dopo 15 minuti (dalla chiamata ricevuta dal fratello Gabriele, ndr) arriviamo là e vediamo una folla.Ho spinto Willy perché stava discutendo in gruppo, è caduto ma poi si è alzato e sono andato via. L’ho spinto con le mani, non gli ho dato un calcio al torace. Non ho dato nessuno colpo, Pincarelli e Belleggia non hanno dato colpi". 

La versione di Pincarelli

Anche Mario Pincarelli, il quarto indagato, nega ogni addebbito. "I Bianchi non hanno toccato nessuno" ha detto alle forze dell’ordine dipingendosi come paciere tra Belleggia e il ragazzo con cui stava discutendo. Insomma, Willy è caduto da solo. O forse è stato colpito da qualcuno. Al massimo è volato qualche spintone. Una versione che, evidentemente, non ha convinto gli inquirenti.

Il murale dedicato a Willy

Intanto a Paliano, il paese del giovane ucciso, è stato inaugurato il murale gigante dedicato a Willy. Sono stati gli amici di Willy saliti sulla parte retrostante del muro di contenimento di Piazzale Aldo Moro in pieno centro storico, a scoprire il disegno che raffigura in tutta la sua bellezza il loro compagno di gioco e di vita, ucciso barbaramente e con una violenza inaudita la notte del 5 settembre scorso. Ora Willy sarà per sempre presente con il suo magico sorriso in uno dei luoghi simboli di questi giovani intorno ai 20 anni con la loro generazione che resterà segnata per sempre da questa immane tragedia.

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Fonte: La Repubblica →

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