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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca Vicenza

La donna morta dopo avere mangiato piatto di pasta e il giallo del testamento

Aperta un'inchiesta sulla morte di Maria Basso, la pensionata di 80 anni deceduta a Catania. Alcuni parenti temono che altri congiunti si siano approfittati dell'anziana che aveva da parte una piccola fortuna

Un'importante eredità, un trasferimento improvviso, la morte sopraggiunta in circostanze ritenute poco chiare e perfino un piatto di pasta "sospetto". La procura di Vicenza ha aperto un'inchiesta sulla morte di Maria Basso, pensionata vicentina di 80 anni. La donna viveva da tempo in una casa di riposo ad Asiago, ma una lontana parente l'ha portata a Catania senza - pare - avvertire gli altri familiari. E in Sicilia Maria è morta lo scorso 16 dicembre. La famiglia rimasta in Veneto si è rivolta alla magistratura. 

Questi i fatti. Maria vive in una struttura di Asiago ma una cugina la porta a Catania. Quella che doveva essere una permanenza temporanea in Sicilia diventa definitiva e l'anziana viene collocata in un altro centro anziani. Le sue condizioni di salute dopo alcuni giorni precipitano e Maria muore in un ospedale di Catania. Un altro parente, in Veneto, vuole vederci chiaro e parla di "circonvenzione di incapace". Da qui l'indagine. 

Ci sono alcuni punti, in particolare, che non quadrano. Il primo è proprio il viaggio da Nord a Sud. Si vuole accertare se nel trasferimento le sono state assicurate tutte le cure di cui aveva bisogno. C'è anche un "giallo" sul cibo dato all'anziana. I parenti veneti riferiscono che la donna mangiava solo "brodini, o omogeneizzati, o comunque cibi triturati". Invece in Sicilia avrebbe mangiato degli spaghetti, tanto che poi dopo il pasto la donna è stata male ed è stato necessario l'intervento del 118 perché il cibo era finito nelle vie respiratorie. Altri dubbi riguardano il patrimonio dell'anziana, che aveva da parte fra denaro e immobili circa 500mila euro. Maria Basso avrebbe firmato, pochi giorni prima di morire, un nuovo testamento e lo avrebbe depositato da un notaio in Sicilia per sostituire quello che aveva consegnato a un notaio di Asiago una quindicina di anni fa, con il quale lasciava i suoi beni in beneficenza. Tocca adesso alla magistratura fare luce sulla vicenda. 

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