Lunedì, 19 Aprile 2021

Scampata all'esplosione sull'A14: realizza il suo sogno e ringrazia i medici dell’ospedale

La storia di Marialisa, rimasta ustionata nell'esplosione di Borgo Panigale, che a quasi dieci mesi da quel tragico giorno è riuscita a tagliare il traguardo della 100 chilometri del Passatore insieme alla sua famiglia

Lo scorso 6 agosto la 45enne Marialisa era tra le persone rimaste coinvolte nella drammatica esplosione lungo la A14 a Borgo Panigale. Ricoverata in ospedale con ustioni profonde ma fortunatamente non troppo estese, è stata sottoposta a una serie di trattamenti medici, un intervento chirurgico di ricostruzione della cute ustionata e poi ha affrontato la riabilitazione. Da quel giorno sono passati quasi dieci mesi e ora Marialisa ha potuto coronare il suo sogno, come racconta RavennaToday: tagliare il traguardo della 100 chilometri del Passatore insieme alla sua famiglia, indossando una maglietta con la scritta “Grazie CGU Cesena”.

"Quando sono arrivata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena - racconta Marialisa - ho capito subito di essere nel posto giusto: mi hanno colpito i protocolli di sicurezza per evitare contaminazioni, la professionalità e l’umanità degli operatori, ma soprattutto gli occhi gentili dell'infermiera dietro la visiera e la sua voce che mi diceva ‘Stai tranquilla, sei arrivata nel posto giusto. È un percorso lungo, ma si guarisce’".

Il sogno di Marialisa e le piccole, grandi conquiste quotidiane

Marialisa ha lottato per tornare quanto prima alla sua vita normale, una quotidianità fatta di attività banali ma che improvvisamente erano diventate speciali, dal lavoro ai viaggi fino proprio alle camminate: la donna infatti fa parte da alcuni anni di un gruppo di camminatori che dal 2014 ogni ultimo sabato di maggio partecipa in modo non agonistico alla 100 chilometri dei Passatore, percorrendo tutto il tragitto che collega Firenze a Faenza a piedi.  “In quei giorni passati al Centro Grandi Ustionati di Cesena – dice Marialisa - un desiderio particolarmente ricorrente, condiviso anche con le fisioterapiste che mi seguivano nel recupero della mobilità, era quello di partecipare nuovamente alla 100 chilometri del Passatore”.

"Nei giorni di ricovero a Cesena, mia sorella, mio cognato e io ci siamo posti l’obiettivo di fare la staffetta di famiglia alla 100 chilometri". E così è stato: il 25 maggio tutti e tre insieme, in staffetta, hanno partecipato in maniera non agonistica alla competizione, partendo da Borgo S. Lorenzo (anziché da Firenze) e percorrendo circa 73 chilometri. “Metaforicamente - afferma - ho concluso un percorso cominciato in un letto d'ospedale, con il palmo della mia mano accostato a quello guantato di mia sorella che aveva l'altra mano appoggiata al vetro che la separava dal suo compagno, unendoci in una catena che si è riproposta durante la gara con il passaggio del testimone".

Professionalità e umanità al Centro Grandi Ustionati di Cesena

“Desidero ringraziare quei lottatori che ogni giorno si recano al lavoro varcando la soglia del reparto Grandi Ustionati. Purtroppo la loro missione li porta a vedere i pazienti in uno dei momenti più difficili e non sempre hanno l'occasione di vederne il ritorno alla vita normale. La straordinarietà di questa storia sta nella loro estrema professionalità e umanità, nel sostegno che danno quotidianamente ai loro pazienti, senza sosta o ritrosie”.

"Al termine del percorso, nella piazza di Faenza gremita di spettatori che applaudivano i concorrenti - conclude Marialisa - con il testimone della staffetta saldo in mano, stretta in un abbraccio con mia sorella e mio cognato, il pensiero riconoscente è andato agli operatori sanitari del Centro grandi ustionati. Per me e la mia famiglia si è concluso un percorso che sarebbe stato impossibile percorrere senza il loro aiuto. Per questo sul retro delle nostre magliette abbiamo stampato ‘Grazie CGU Cesena’".

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