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Sabato, 21 Maggio 2022
Il processo

Maiale (vestito) nel forno per scoprire la verità su Mario Bozzoli: "Non sacrificatelo"

Insorgono gli animalisti dopo la decisione della Corte d'Assise di uccidere un animale (malato) per un esperimento giudiziale. La perizia verrà svolta il 27 aprile e potrebbe fornire elementi importanti per risolvere il caso dell'imprenditore scomparso

Si avvicina la data dell'esperimento deciso dalla Corte di Assise per provare a risolvere il giallo sulla scomparsa di Mario Bozzoli. Il prossimo 27 aprile, nella fonderia Gonzini di Provaglio, nel Bresciano, un maiale irrimediabilmente malato, di quelli con il destino segnato (così ha stabilito il giudice), sarà infatti sottoposto ad un prelievo del dna, poi ucciso, vestito con indumenti simili a quelli che l'imprenditore di Marcheno indossava la sera della sua scomparsa, e infine gettato in un forno. 

Obiettivo dell'esperimento giudiziale sarà verificare se, come suggerisce l'accusa, da quel forno non verrà rinvenuta alcuna traccia del cadavere bruciato. Si tratta di un elemento importante ai fini delle indagini e del dibattimento in aula. Secondo gli esperti il maiale è l'animale più idoneo per effettuare la perizia, in quanto ha un profilo biologico più vicino all'essere umano. È stato inoltre previsto che il maiale ucciso dovrà avere un peso simile all'imprenditore scomparso, tra gli 80 e gli 85 chili.

Le proteste degli animalisti

Ma è giusto sacrificare un animale, per quanto malato, per venire a capo di un caso di cronaca (ammesso che ci si riesca)? Diverse associazioni animaliste ritengono di no e continuano a protestare contro la decisione della Corte d'Assise. La petizione lanciata su change.org ha raccolto finora oltre 8.200 firme. "Uccidere una creatura innocente non può essere il modo di risolvere un crimine!" si legge nel testo. "Per di più una creatura malata... Le associazioni animaliste, come animalisti ma soprattutto come cittadini, chiedono che l'esperimento non venga effettuato e che il maiale venga dato a loro in affidamento. Non sappiamo se per l'esperimento verrà scelto un maschio o una femmina, vorremmo salvarlo e chiamarlo Cuore, come quello che chiediamo di avere per questa creatura".

Gli animalisti dunque non si arrendono. Mercoledì 20 aprile è previsto un presidio di protesta che si terrà alle ore 10.00 in via Lattanzio Gambara, fuori dalla Corte d'Assise di Brescia. Sul web, nella pagina dell'evento del presidio, si legge: "Questo maiale sarà condannato a morte proprio in virtù della somiglianza alla nostra specie, sacrificato perchè debole, malato e soprattutto perché animale non umano. La società specista in cui viviamo rende costantemente gli altri animali vittime di soprusi, torture, schiavitù e uccisioni. La nostra specie si è creata un ricettacolo di corpi a disposizione, corpi che contano meno, corpi che contano niente, corpi di altre specie ad uso e consumo per alimentare una società che prosegue la sua corsa, noncurante delle ceneri che lascia dietro sè".

Cuore dunque è diventato un simbolo. Il simbolo, spiegano da Avi Parma, "di tutti gli animali rinchiusi nelle gabbie degli allevamenti e mandati a morire nei mattatoi, resi invisibili agli occhi del mondo, privati dei loro diritti di esseri senzienti".

Mario Bozzoli: un giallo irrisolto

C'è però l'altro lato della medaglia. Che riguarda appunto il caso di un presunto omicidio (almeno secondo l'accusa). Una vicenda dolorosa e ancora da risolvere. Le indagini sul caso Bozzoli, titolare di una fonderia a Marcheno, vanno avanti dall'ottobre del 2015, senza risultati tangibili. L'unico imputato per il presunto delitto è il nipote dell'imprenditore, Giacomo Bozzoli, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. Il corpo dell'uomo non è mai stato trovato. Un giallo, quello della scomparsa di Bozzoli, che gli inquirenti non sono ancora riusciti a sbrogliare. Resta ancora aperto anche il fascicolo relativo alla morte di Giuseppe Ghirardini, l'operaio della fonderia Bozzoli trovato senza vita nei boschi di Ponte di Legno, in alta Valle Camonica, solo una decina di giorni dopo la scomparsa di Mario Bozzoli. 

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