Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Mario Cerciello Rega, confessa uno dei due fermati: la dinamica dell'omicidio

Uno dei due giovani americani portati in caserma ha ammesso le sue responsabilità nell'omicidio di Mario Cerciello Rega. Resta al vaglio degli investigatori il ruolo del secondo giovane. Nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli che hanno contribuito a far chiarezza sulla dinamica dei fatti

"Sono stato io, l’ho ucciso io". Ha confessato uno dei due cittadini americani fermati a Roma per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Il giovane, 19 anni, avrebbe ammesso le proprie responsabilità durante l'interrogatorio fiume nella sede del nucleo operativo dei Carabinieri di via in Selci.

L’autore materiale del delitto sarebbe dunque il ragazzo con i capelli mesciati, lo stesso già descritto dalla centrale operativa nelle prime ore della mattina per l'identikit. Resta al vaglio degli investigatori il ruolo del secondo giovane americano, anche lui di 19 anni. E restano ancora tanti punti oscuri da chiarire nella ricostruzione dei fatti.

Truffati dai pusher, poi la colluttazione con i carabinieri

Nelle ultime ore però sono emersi nuovi dettagli che hanno contribuito a far chiarezza sulla vicenda. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due americani volevano comprare droga da un presunto pusher a piazza Mastai. Quando si sono accorti che gli aveva dato semplice aspirina, lo hanno seguito e gli hanno rubato la borsa per riavere indietro ai soldi. La vittima del furto a quel punto ha chiamato i carabinieri, dicendo di aver preso appuntamento con i due statunitensi per la restituzione della borsa. I due militari si sono quindi presentati all'appuntamento in borghese.

Carabiniere ucciso a Roma, il luogo della tragedia

Uno dei due americani si è presentato armato di coltello. Quando ha visto i militari ha perso la testa, è partito all'assalto e ha pugnalato il carabiniere colpendolo otto volte, una al cuore. Trasportato d'urgenza al Santo Spirito, il militare è morto intorno alle 4 dopo un tentativo di rianimazione. A quanto apprende l'Adnkronos, nel borsello non sarebbe stata trovata droga.

Inchiodati dalle telecamere e dai tabulati

Ad inchiodare i due 19enni sarebbero stati  i filmati delle telecamere di sorveglianza nell'area di Piazza Mastai e dell'hotel in Prati vicinissimo al luogo del delitto, l'esame e l'incrocio dei tabulati telefonici dei telefoni personali e del telefono rubato nelle ore seguite al delitto, oltre ad alcune testimonianze insieme alle prime, parziali, analisi scientifiche sui reperti rinvenuti nella stanza da letto. 

Chi è il ragazzo fermato per l'omicidio di Mario Cerciello Rega

Secondo le indiscrezioni emerse, i due 19enni avevano fretta di dileguarsi e sarebbero ripartiti ieri sera per gli Stati Uniti con un volo da Roma. Da qui, la necessità da parte degli inquirenti di eseguire il fermo e scongiurare così la fuga. Ma non è tutto: il giovane che ha confessato sarebbe di famiglia molto facoltosa e ha pagato, a quanto apprende l'Adnkronos, il conto dell'hotel di lusso da 200 euro a notte anche all'amico.

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