Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca India

Marò, il giorno della verità: "Girone rischia di rimanere detenuto"

Le parole dell'ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano davanti al Tribunale arbitrale. Oggi c'è l'udienza sulla richiesta di rimpatrio del marò ancora trattenuto in India

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

"L'Italia è convinta vi siano i presupposti, sia giuridici sia umanitari, affinché il Tribunale arbitrale possa considerare positivamente la possibilità di far rientrare Salvatore Girone".

Lo ha detto l'ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano davanti al Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja. "Girone rischia di rimanere detenuto a Delhi senza alcun capo d'accusa per un totale di sette-otto anni", ha aggiunto Azzarello nell'udienza di oggi a L'Aja sulla richiesta di rimpatrio del marò ancora trattenuto in India.

Girone, ha aggiunto l'ambasciatore, "è costretto a vivere a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, con due figli ancora piccoli, privato della sua libertà e dei suoi diritti". "Il danno ai suoi diritti - ha sottolineato - riguarda l'Italia, che subisce un pregiudizio grave e irreversibile dal protrarsi della sua detenzione, e dell'esercizio della giurisdizione su un organo dello Stato italiano". Azzarello ha quindi ricordato davanti ai giudici del Tribunale arbitrale che i marò coinvolti nell'incidente dell'Enrica Lexie mentre erano in servizio antipirateria per conto dello Stato "godono dell'immunità". L'India tuttavia, ha detto, "non ha rispettato nemmeno il principio basilare del giusto processo" e cioè quello di "formulare un capo d'accusa".

"L'Italia ha già preso, e intende ribadirlo nel modo più solenne, l'impegno di rispettare qualsiasi decisione di questo Tribunale", ha aggiunto Azzarello, compresa quella di "riportare Girone in India" nel caso in cui l'arbitrato dovesse riconoscere alla fine del procedimento la giurisdizione indiana.

Il Collegio di Difesa italiano è in riunione permanente all'Aja dal giorno di Pasqua per preparare al meglio gli interventi davanti ai giudici. La "squadra" è la stessa che lo scorso agosto difese le posizioni dell'Italia davanti al Tribunale sul diritto del mare di Amburgo (Itlos), composta da esperti e avvocati di fama internazionale, italiani e di altre nazionalità, tra cui Sir Daniel Bethlehem, ex capo del servizio giuridico del Foreign Office britannico, il suo predecessore Sir Michael Wood, e ancora, tra gli altri, Guglielmo Verdirame, Paolo Busco e Ida Caracciolo.

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