Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca India

Marò, l'India dice no al rientro di Girone: "Richiesta inammissibile"

Le osservazioni dell'India scritte e depositate al Tribunale arbitrale sono state rese note dopo la richiesta dell’ambasciatore italiano Azzarello all’Aja: "C'è il rischio che Girone non ritorni in India per il processo"

Girone e Latorre

L'India respinge la richiesta dell'Italia di consentire il rientro del marò Salvatore Girone, trattenuto dal febbraio 2012 con l'accusa di aver ucciso, insieme a Massimiliano Latorre, due pescatori al largo delle coste del Kerala.

"C'è il rischio che non ritorni in India nel caso venisse riconosciuta a Delhi la giurisdizione sul caso - si legge nelle osservazioni scritte dall'India e inviate al Tribunale arbitrale dell'Aja - Sarebbero necessarie assicurazioni in tal senso. Girone non è in prigione. Vive nella residenza dell'ambasciatore italiano a New Delhi, dove vive bene e la sua famiglia può rendergli visita".

"Sono quindi condizioni ragionevoli per una persona accusata di un reato grave - prosegue il testo indiano - Ciò che è veramente irreversibile è la morte dei due pescatori indiani".

Il Tribunale arbitrale dell'Aja, dove oggi si è aperta l'udienza, deve stabilire chi abbia la giurisdizione sul caso. L'Italia ha avanzato la richiesta di far rientrare in patria Girone, tuttora trattenuto in India, per tutta la durata del procedimento arbitrale sulla giurisdizione della vicenda che vede lo stesso Girone e l'altro marò Massimiliano Latorre accusati di aver ucciso due pescatori indiani al largo del Kerala, il 15 febbraio 2012. La sentenza è attesa tra circa quattro settimane.

Stamattina l’ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano a L'Aja, ha detto che "Girone non può restare in India fino alla fine del procedimento a suo carico, deve rientrare in Italia". Il procedimento arbitrale - ha spiegato - potrebbe "durare almeno tre o quattro anni, per cui Girone rischia di rimanere detenuto a Delhi senza alcun capo d’accusa per un totale di sette o otto anni". Si tratta, ha detto l’ambasciatore, di "una grave violazione dei suoi diritti umani".

Per questo Azzarello ha chiesto che il fuciliere di Marina "sia autorizzato a tornare a casa fino alla decisione finale dell’arbitrato". La posizione dell’India però è chiara: "La richiesta dell’Italia è inammissibile".
 

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