Giovedì, 18 Luglio 2024
Il caso choc / Salerno

Marzia Capezzuti torturata e uccisa, partecipò anche un 16enne: "Eseguì gli ordini dei genitori"

La 29enne si era trasferita da Milano a Salerno per stare con il fidanzato, che era però morto prematuramente. Marzia era rimasta a vivere dalla sorella di lui, e da lì per lei è iniziato il calvario: segregazione, sevizie, fino alla scomparsa. Sette mesi dopo il ritrovamento dei resti

Il figlio 16enne di Mariabarbara Vacchiano e Damiano Noschese partecipò attivamente all'omicidio di Marzia Capezzuti, la 29enne di Milano uccisa dopo giorni di orrori e torture a Montecorvino Pugliano, a Salerno. Per la sua morte i due coniugi sono a processo con sei capi d'imputazione:a ver posto Marzia in uno stato di incapacità di intendere e di volere con sevizie e violenze, maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, indebito utilizzo della carta di credito, omicidio aggravato e occultamento di cadavere.

Su indicazione dei genitori, anche il ragazzino avrebbe partecipato al delitto: "L'amm affugat" . l'abbiamo affogata - aveva detto il 16enne alla sorella in un video, diventato la prova schiacciante. Il Tribunale per i minorenni di Salerno, anticipa il quotidiano la Città, lo ha ritenuto colpevole di omicidio in concorso con i genitori condannandolo a 16 anni di reclusione. 

Le sevizie 

Marzia Capezzuti si era trasferita da Milano a Salerno per amore. Dopo la morte del fidanzato, era rimasta a vivere a Pontecagnano Faiano, ospite della sorella di lui, Barbara Vacchiano. Marzia soffriva di disturbi psichici: una diagnosi le aveva riconosciuto un "disturbo della condotta in ritardo mentale di media gravità", con "invalidità totale e permanente inabilità lavorativa al 100% con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani". Le era stata quindi attribuita una pensione di invalidità ma non l'assegnazione di un tutore, nonostante le richieste dei genitori.

Durante la permanenza nella casa di Vacchiano , Marzia sarebbe stata sottoposta ad abusi e sevizi di ogni tipo. Prima l'isolamento, poi le torture: marchiata a fuoco con le iniziali "BV", picchiata, mentre la famiglia del fidanzato defunto incassava la sua pensione.

"Marzia Capezzuti è scappata con un nuovo fidanzato": invece la torturavano fino ad ucciderla

La sorella del fidanzato la calunniava: "Inventò che era incinta"

Barbara Vacchiano, inoltre, infangava Marzia agli occhi dei genitori: "Barbara faceva di tutto per descrivere Marzia come una ragazza maliziosa, pronta a calunniarla e ad incolparla per lividi che invece si era procurata 'autonomamente', pur di realizzare i suoi obiettivi", scrive il gip. Vacchiano sarebbe giunta a raccontare ai genitori di Marzia che la figlia avrebbe intrapreso una relazione con un uomo benestante di Pontecagnano, un certo Peppe, e che sarebbe rimasta incinta. Se non che, si scoprì in seguito, quest'uomo non esisteva. "Ottenuto finalmente un nuovo conto, tornati a prelevare regolarmente la pensione, i Vacchiano potevano nuovamente interrompere i rapporti con i genitori di Marzia. Ripresi gli incassi, Peppe spariva. Spariva la gravidanza. Sparirà, purtroppo per sempre, la stessa Marzia".

La scomparsa e le intercettazioni: "Tanto non la trovano"

La sera del 6 marzo 2022, la giovane sarebbe stata portata fuori dalla casa di Vacchiano. "Dove mi portate? È buio", l'hanno sentita chiedere alcuni vicini. I resti del suo corpo sono stati ritrovati 7 mesi dopo, alla fine dell'ottobre successivo in un casolare tra le colline di Pontecagnano Faiano e Montecorvino Pugliano.

Un contributo fondamentale alle indagini è stato dato da Annamaria Vacchiano, figlia di Barbara, che ha fornito agli inquirenti alcune testimonianze in cui riferiva dei maltrattamenti cui talvolta assisteva, come l'ingestione forzata di mozziconi di sicurezza. Essenziale poi il video inviatole dal fratello. Sebbene senza audio, attraverso l'analisi del labiale è stato possibile risalire alle frasi che il minorenne sembra pronunciare: "Abbiamo finito. L'abbiamo portata a fare un giro. L'abbiamo tirata", facendo un gesto simile allo strangolamento. Sul suo corpo - sembra aggiungere il 16enne "è stato buttato l’acido addosso".

Annamaria Vacchiano era stata inoltre oggetto di un'intercettazione all'interno della caserma dove era stata convocata. "Tanto non la trovano perché l'ho uccisa e data in pasto ai maiali", avrebbe detto.

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