Sabato, 23 Gennaio 2021
Bergamo

Yara Gambirasio: accolto il ricorso di Massimo Bossetti, che cosa succede adesso

I giudici hanno annullato con rinvio le ordinanze con cui la Corte d'Assise di Bergamo aveva respinto come inammissibile la richiesta degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Campirini di accedere ai reperti. La revisione del processo è soltanto un'ipotesi, per ora ancora lontana

La novità c'è davvero, anche se al momento è tutt'altro che sostanziale o decisiva. E' un primo passo però, messo nero su bianco. La Cassazione oggi ha accolto le richieste della difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l'omicidio di Yara Gambirasio. I giudici hanno annullato con rinvio le ordinanze con cui la Corte d'Assise di Bergamo aveva respinto come inammissibile la richiesta degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Campirini di accedere ai reperti.

Yara Gambirasio: Bossetti punta alla revisione del processo

Che cosa succede adesso? A Bergamo altri giudici dovranno nuovamente pronunciarsi sulla possibilità che la difesa possa accedere ai reperti - tra cui 54 campioni di Dna e gli abiti della vittima - su cui è stata decisa la condanna di Bossetti. Gli avvocati di Bossetti cercano nuovi elementi per poter chiedere la revisione del processo che si è concluso nel 2018 con la condanna definitiva all'ergastolo per Bossetti, ritenuto responsabile dell'omicidio della 13enne Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate di Sopra, il paese della Bergamasca dove viveva, il 26 novembre del 2010 e ritrovata morta dopo tre mesi in un campo della zona. L'ipotesi di una revisione del processo al momento è molto lontana.

In seguito al deposito delle motivazioni, da parte della Cassazione, la Corte d'assise di Bergamo dovrà esaminare di nuovo l'istanza dei difensori.

Bossetti, l'avvocato Salvagni: "Sono molto contento per Massimo"

"Una decisione che ci soddisfa e che ci fa ben sperare nella possibilità di ottenere giustizia. Sono molto contento per Massimo e ora speriamo di poter aver accesso a quei reperti che ci sono sempre stati negati e con cui siamo sicuri di poter dimostrare l'innocenza di Bossetti". Claudio Salvagni, avvocato difensore di Massimo Bossetti condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, commenta così all'Adnkronos la decisione di annullare con rinvio le ordinanze con cui la Corte d'assise di Bergamo aveva respinto come inammissibile la richiesta dei difensori di accedere a 98 reperti, tra cui 54 campioni di Dna - dimostratasi la prova regina nei processi - e gli abiti della vittima. Ora si torna a Bergamo e altri giudici dovranno pronunciarsi sulla possibilità che la difesa possa accedere ai reperti i cui risultati potrebbero portare a un'eventuale revisione del processo.

"Non ho mai perso la speranza, sono sempre stato convinto che la giustizia mi darà ragione. Credevo che già i giudici dell'appello ci avessero concesso la perizia sul Dna, con la decisone della Cassazione ora potremo analizzare quei campioni genetici che dimostreranno che io non ho ucciso Yara". Così Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio della 13enne di Brembate, ha vissuto l'attesa del verdetto della Corte Suprema che oggi ha deciso di annullare con rinvio le ordinanze con cui la Corte d'assise di Bergamo aveva respinto come inammissibile la richiesta dei difensori dell'imputato di accedere ai reperti, tra cui i 54 campioni di Dna dimostratasi la prova regina nei processi e gli abiti della vittima. Le parole di Bossetti - riportate dall'agenzia di stampa Adnkronos - sono state confidate all'avvocato Claudio Salvagni che, come il suo assistito, ha vissuto con "ansia e speranza" questo periodo.

La revisione del processo è soltanto un'ipotesi al momento

Non è detto che la decisione di oggi sarà decisiva in vista di una eventuale richiesta di revisione del processo.  Anzi, è un semplice restituire la palla ai giudici di Bergamo, prenderanno in considerazione indicazioni odierne.

L'ipotesi più concreta e che a breve verranno fissate le modalità con cui la difesa di Bossetti, insieme ai propri consulenti, avrà accesso ai 98 reperti, tra cui i 54 campioni di Dna trovati in particolare sugli slip della vittima e gli indumenti della 13enne scomparsa da Brembate di Sopra (Bergamo) il 26 novembre 2010 e trovata tre mesi dopo morto a Chignolo d'Isola. Un anno fa la corte d'Assise di Bergamo aveva accolto e autorizzato l'analisi dei reperti, ma subito dopo aveva negato la possibilità al pool difensivo di procedere. A quel punto gli avvocati di Bossetti avevanp deciso di ricorrere in Cassazione per poter avere visione delle tracce genetiche su cui si fondano le sentenze di condanna.

La decisione di oggi è importante in vista di un'eventuale richiesta di revisione del processo. Doveroso rimarcarlo: eventuale. Secondo la giustizia italiana  Bossetti, detenuto nel carcere milanese di Bollate (dove ripara macchina del caffè), può tornare a sperare in un'eventuale revisione del processo ma è l'unico colpevole.Il movente è stato individuato dai giudici "in un contesto di avances a sfondo sessuale" [37], mentre riguardo alla dinamica resta ancora oscura la modalità di aggancio della vittima, cioè se Yara sia salita sul furgone di Bossetti volontariamente o meno 

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