Lunedì, 1 Marzo 2021
Salerno

Massimo Cariello: il sindaco appena rieletto e arrestato

Le ipotesi di reato sono abuso d'ufficio e corruzione. Ora si trova agli arresti domiciliari. A subentrargli il suo vice Sgroia

Era stato appena rieletto con l'80% dei voti e aveva celebrato con un manifesto elettoriale apposito. Massimo Cariello è stato però arrestato stamattina. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono di abuso d'ufficio e di corruzione e bell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata dal procuratore capo Giuseppe Borrelli, è scattata anche l'interdizione dai pubblici uffici per quattro funzionari dei Comuni di Eboli e Cava de' Tirreni.

Massimo Cariello: il sindaco appena rieletto e arrestato per corruzione

Il primo cittadino, rieletto lo scorso 22 settembre con quasi l'80% dei voti, si trova agli arresti domiciliari. Appena 36 ore fa era stata formata, in tempi record,  la giunta di Eboli. Scrive Repubblica che Cariello non aveva nascosto la “felicità, stavolta è meglio, più forte l’investitura. La gente ha  premiato l’impegno”. A  subentrargli ora, dovrebbe essere  il suo vice Luca  Sgroia - che Cariello aveva fatto tornare dopo 12 anni nella politica attiva - che aveva detto mercoledì scorso emozionato: “Devo ringraziare per tutto questo il Pd della provincia salernitana e l’onorevole Piero De Luca”. Il vicesindaco Sgroia è il fratello del presidente del tribunale del Riesame di Salerno, Guido.

Il primo cittadino è stato riconfermato alla guida del Comune ebolitano, al primo turno gli scorsi 20 e 21 settembre, con l'80,81 per cento, incassando 16mila 286 preferenze.  La vicenda riguarda procedure di assunzioni di persone vicine al neo sindaco. I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di corruzione, atto contrario ai doveri d'ufficio, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.

Di cosa è accusato Massimo Cariello

Le indagini delle fiamme gialle hanno permesso di ricostruire, spiega una nota dell'Arma, "una serie di episodi corruttivi nei Comuni di Eboli e Cava de' Tirreni. In particolare, le persone indagate, in cambio di favori di varia natura, hanno condizionato l'esito di concorsi pubblici indetti dai due Enti locali". Nello specifico, ancora la nota, "le prove selettive oggetto di indagine sono state il bando per due posti, a tempo indeterminato, di educatore di asili nido, da parte del Comune di Eboli e quella per il reclutamento di dieci figure di istruttore direttivo amministrativo, indetta dal Comune di Cava de' Tirreni". Le indagini hanno consentito di accertare che nel caso del concorso bandito dal Comune di Eboli, il primo cittadino ha concordato l'ordine della graduatoria con il presidente e un membro della commissione, Sasso e D'Ambrosio, favorendo cosi' l'assunzione, come educatore di asilo nido, di un candidato a lui vicino. In cambio dell'attribuzione al soggetto segnalato di un punteggio utile, i due componenti della commissione, entrambi dipendenti comunali, avrebbero ricevuto dal sindaco la promessa di incarichi piu' importanti e gratificanti nell'ambito dello stesso Comune di Eboli.

Nel concorso, invece, indetto dal Comune di Cava de' Tirreni sempre Cariello, ancora una volta per agevolare un candidato a lui vicino, ha chiesto ed ottenuto di conoscere preventivamente gli argomenti della prova d'esame ad un componente, Francesco Sorrentino, della commissione esaminatrice e funzionario del Comune di Cava de' Tirreni. Quest'ultimo, sottolineano dalla giarda di finanza, "ha preteso come contropartita che il sindaco Cariello si impegnasse ad evitare la nomina di un soggetto a lui non gradito a presidente del Consorzio Farmaceutico di Salerno, presso il quale ricopre la carica di Direttore generale". Nel corso delle indagini sono emerse, inoltre, gravi irregolarita' nella gestione amministrativa del Comune di Eboli. In particolare, lo stesso primo cittadino, questa volta con il contributo di Giuseppe Barrella, funzionario comunale, "ha rilasciato dei permessi autorizzativi illegittimi a due imprenditori, che hanno potuto cosi realizzare un impianto industriale nella zona agricola della Piana del Sele, sottoposta a vincolo paesaggistico. In cambio, i due imprenditori si sono prestati alle richieste del sindaco di concedere dei fondi ad alcune associazioni che, ad Eboli, hanno organizzato eventi e manifestazioni patrocinate dal Comune". Con le operazioni di questa mattina, oltre alle misure cautelari eseguite, i militari hanno proceduto al sequestro dell'impianto di proprieta' della Alphacom Italia S.r.l. 

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