Lunedì, 18 Gennaio 2021
Brescia

Massimo Colombi: è morto l'infermiere italiano che in Spagna lottava in prima linea contro il Covid

Bresciano, da tempo si era trasferito all'estero. Aveva 50 anni. "Una splendida persona, un uomo dal cuore grande e generoso": questo il ricordo di due comunità, Bedizzole e Malaga, che oggi piangono la prematura scomparsa. Lascia la moglie e due figli

Se n'è andato per sempre a soli 50 anni Massimo Colombi. Infermiere bresciano, da tempo si era trasferito a Malaga, dove era in prima linea nella lotta al Covid. "Una splendida persona, un uomo dal cuore grande e generoso": questo il ricordo di due comunità, Bedizzole e Malaga, che oggi piangono la prematura morte di Massimo. Era padre di due bambini. Un decesso improvviso, sul quale farà luce l'autopsia (già disposta dalla magistratura spagnola).

Morto Massimo Colombi: il corpo trovato dalla moglie

la moglie Esther, anche lei infermiera, a trovare il corpo ormai privo di vita. La terribile scoperta è avvenuta domenica mattina, quando la donna è rincasata, concluso il turno di lavoro all'ospedale Antiguo Carlos Haya di Malaga.

Nato e cresciuto a Bedizzole, Massimo Colombi aveva lasciato la nostra provincia per trasferirsi prima in Inghilterra e poi, nel 2007, a Malaga: da circa 10 anni lavorava nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale del posto. In prima linea contro il coronavirus, come tanti dei suoi colleghi, era diventato popolare in Spagna per un'iniziativa intrapresa proprio durante la pandemia. Prendendo spunto da ciò che era stato fatto da alcuni sanitari italiani, utilizzò i social network per ottenere smartphone e tablet per i pazienti Covid, per fare sì che potessero restare in contatto con le rispettive famiglie.

Tra le migliaia di messaggi di cordoglio spicca quello che il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha affidato a Twitter: “Un abbraccio alla famiglia e ai colleghi dell'Ospedale Regionale di Malaga. Oggi perdiamo un infermiere, ma soprattutto una grande persona che si è distinta per la sua generosità, umanità e affetto per i pazienti."

"Un grande sindacalista, l'infermiere migliore dell'Ospedale Regionale e, soprattutto, una grandissima persona", scrivono invece i colleghi del sindacato Ugt Sanidad, di cui il 50enne era un rappresentante.

Il grande cuore di Massimo Colombi

Aveva lasciato Bedizzole 15 anni fa, ma anche nel Bresciano aveva lasciato un ricordo indelebile: "Un grande uomo, un grande padre, un grande amico". Una vita spezzata troppo presto.

Lo scorso 1 aprile, nel pieno della prima ondata di coronavirus, Massimo Colombi aveva chiesto tramite i media di Malaga che i pazienti malati di Covid-19 potesseero  avere contatti con i loro parenti tramite una videochiamata. L'appello era rivolto alle amministrazioni ma anche alle compagnie telefoniche e alle società che potevano fornire tablet o smartphone al fine di rendere più sopportabile la degenza in ospedale. In un post aveva raccontato dello strazio nel "guardare i pazienti morire da soli, ascoltarli mentre ti implorano di salutare i loro figli e nipoti". Solo pochi giorni dopo, il Comune di Malaga e Vodafone si erano coordinati per donare tablet, telefoni cellulari e schede dati da utilizzare nelle unità di terapia intensiva degli ospedali della città.

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