Sebastiani e l'ossessione per Elisa: "Non riesco ancora a capire perché l'ho uccisa"

A riferire le parole dell'uomo è la psicologa forense Roberta Bruzzone al termine di un lungo colloquio con il 45enne reo confesso per l'omicidio. Tra i due non ci sarebbe stata nessuna lite: "Nel pollaio succede qualcosa di terribile di cui lui stesso è spettatore"

Massimo Sebastiani ed Elisa Pomarelli

Massimo Sebastiani continua a pensare ad Elisa "in maniera sistematica e cronica. La domanda che continua a farsi è 'ancora adesso io non riesco a capire perché l’ho fatto'. All'esito di questo colloquio sono sempre più convinta che la direzione da prendere sia quella della perizia psichiatrica". Lo ha detto a 'Il Piacenza' Roberta Bruzzone, la psicologa forense nominata dall’avvocato difensore di Sebastiani, Mauro Pontini, al termine del lungo colloquio avuto con il 45enne reo confesso per l’omicidio di Elisa Pomarelli. 

La depressione di Sebastiani

"Oggi ho approfondito la sua storia sotto diversi profili ed esplorato in maniera compiuta il rapporto con Elisa" ha spiegato la Bruzzone. "Sulla condizione della sua abitazione confermo quanto detto dopo il sopralluogo con il Ris: anzi ho elementi in più che vanno in quella direzione. Mi ha colpito la condizione di disorientamento. Nei due anni precedenti all’evento si è manifestata una progressiva e gravissima crisi di natura depressiva che la lasciato ampi riscontri sotto diversi profili nella sua vita". 

Sebastiani dunque era depresso ed ossessionato da Elisa. "Una condizione - continua - che lui purtroppo non è stato in grado né di elaborare né di riconoscere, così come nessuno intorno a lui lo ha percepito nella giusta prospettiva". Questo stato depressivo "andava crescendo di pari passo con l’ossessione affettiva iniziata come dipendenza".

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Sebastiani "ha pensato al suicidio spesso nell’ultimo periodo poi però l’idea di dispiacere i suoi genitori lo ha fatto desistere. Stava passando un periodo di stress enorme per diversi motivi anche di ordine economico, e negli ultimi mesi  - prosegue Bruzzone - era ancora più sotto pressione, ciò ha indubbiamente giocato un ruolo in questa vicenda". 

L'omicidio di Elisa Pomarelli

Nei confronti di Elisa l’uomo aveva sviluppato una fortissima dipendenza affettiva. "Lui aveva abbandonato da tempo il progetto amoroso con lei: sapeva che era una via non più percorribile tuttavia sperava ovviamente che quella ragazza rimanesse nella sua vita perché per lui era una figura importante e i lavoretti li univano, un elemento di garanzia che purtroppo è venuto meno".

Sebastiani sostiene infatti di aver commesso il delitto dopo una frase pronunciata dalla 28enne: "Se va in porto quella cosa non c’è nemmeno più la necessità di vederci così spesso per fare questi lavoretti". 

Ma "lei nel pollaio non gli dice 'non vediamoci più' - spiega la Bruzzone -, gli dice che se avessero guadagnato dei soldi non c’era tutta quella necessità di vedersi così spesso per fare i lavoretti insieme e quindi si sarebbero visti meno. Questo è bastato per fargli crollare il mondo addosso (testuali parole). Ha descritto anche reazioni sotto il profilo percettivo e neurologico interessanti che andremo ad indagare (una scarica di calore e il buio)".

"Massimo continua a ripetere che non voleva uccidere Elisa"

"Sebastiani - continua Bruzzone - non voleva ucciderla, non era sua intenzione: lo continua a ripetere e su questo ho motivo di credergli. Lì nel pollaio succede qualcosa di terribile di cui lui stesso è spettatore. Massimo si vede agire ma non riesce a realizzare quello che ha fatto fino a quando vede Elisa morta, tanto che passa dentro alla casupola una serie di minuti perché non capisce anche lui stesso cosa è successo".

"La sua reazione ha colto di sorpresa entrambi"

E ancora: "In quei dieci minuti ripresi dalle telecamere non si vedono litigare, non si vede un’aggressione o una colluttazione: lui lo esclude. Ciò ci porta a fare necessariamente considerazioni aggiuntive: si tratta di qualcosa che accade in maniera estemporanea e rapidissima che coglie di sorpresa tutti e due". 

Roberta Bruzzone: "Sebastiani era in un grave stato depressivo" | Video

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Intervista di Emanuela Gatti per Il Piacenza

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