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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
PROCESSI

Mastella e moglie a processo: "Il partito come un'associazione a delinquere"

Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo, ex presidente del Consiglio regionale campano, sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di associazione per delinquere

NAPOLI - Guai in vista per Clemente Mastella. Il leader dell'Udeur è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Napoli, Maurizio Conte, nel processo in cui è accusato di associazione per delinquere. Alla sbarra con lui, la moglie, Sandra Lonardo - già presidente del consiglio regionale della Campania - e altre diciassette persone. 

Pesanti le accuse verso la "family". Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'attività dei vertici Udeur in Campania era finalizzata "alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione, e soprattutto all'acquisizione del controllo delle attività pubbliche di concorso per il reclutamento di personale e gare pubbliche per appalti ed acquisizioni di beni e servizi bandite da Enti territoriali campani, Aziende sanitarie e Agenzie regionali, attraverso la realizzazione di numerosi reati".

Con la decisione di ieri, il gup ha ribaltato la decisione iniziale di rinviare a giudizio gli imputati per tutti i reati, tranne l'associazione per delinquere. La Procura aveva fatto ricorso per Cassazione che, condividendone le valutazioni, avevano annullato quella parte della sentenza, disponendo una nuova udienza preliminare. Che è finita con la scelta di mandare Mastella e consorte alla sbarra. 

L'ex ministro della Giustizia, però, non si scoraggia. "Sono amareggiato, su di me troppi pregiudizi. È probabilmente la prima volta nella storia della Repubblica che accade un simile iter giudiziario. Dopo essere stato già prosciolto da un primo giudice del Tribunale di Napoli per lo stesso identico supposto reato, vengo rinviato a giudizio perché sarei stato 'il capo di un’associazione per delinquere chiamata Udeur', ovvero capo di un partito politico. Vengo rinviato a giudizio - prosegue il politico - ma non mi viene addebitato nessun fatto specifico. Mai nella storia repubblicana italiana si era verificata una tale circostanza. E dire che l’Udeur ha contribuito ad eleggere presidenti della Repubblica e primi ministri. Pazienza! Sono paradossalmente contento (anche se c’è in me una drammatica amarezza) perché così avrò modo di dimostrare, nel giudizio di merito, in Italia ed in Europa, la singolarità oltre che l’insussistenza dei rilievi penali che mi vengono mossi".

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