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Domenica, 3 Marzo 2024
Il caso

Messina Denaro e la nomina dell'avvocato-nipote che supera le regole del 41 bis

L'ex superlatitante ha dato l'incarico a Lorenza Guttadauro, figlia della sorella. Il ruolo di legale le consente di non dovere sottostare ai limiti imposti per chi è al carcere duro per gli incontri con i parenti

Carcere duro, il 41 bis. Questo il regime a cui è sottoposto il boss mafioso Matteo Messina Denaro, arrestato lunedì a Palermo dopo 30 anni di latitanza. L'ex primula rossa si trova nel penitenziario de L'Aquila. Non è passata neppure una settimana dal suo ingresso nella struttura ma il boss potrebbe avere trovato un modo - perfettamente legale - di aggirare gli stretti limiti del 41 bis. Chi è sottoposto al carcere duro ha diritto a un solo colloquio al mese con i familiari. Messina Denaro ha nominato come legale sua nipote: Lorenza Guttadauro. Come avvocato difensore, le visite col detenuto, non sono soggette al limite di una al mese. Di fatto l'ex superlatitante potrà avere molti più contatti con la parente di quanto previsto perché non la incontrerebbe nella veste di nipote ma di difensore.

"Siamo in presenza di un vuoto normativo. Il difensore è tutelato dalla legge proprio per l'esercizio del suo mandato di difesa, se c'è questo aspetto che potrebbe far pensare a una incompatibilità o tentativo di aggiramento del 41 bis ci troviamo di fronte ad una difficoltà oggettiva", ha detto il comandante del Ros dei carabinieri, generale Pasquale Angelosanto.

Cosa prevede il 41 bis

I detenuti al 41 bis alloggiano in celle singole, ridotte all'essenziale e sorvegliate con telecamere 24 ore al giorno (tranne in bagno, per questioni di privacy), hanno a disposizione due ore al giorno di socialità in gruppi da massimo quattro persone.

Per quanto riguarda i colloqui con i familiari, i detenuti comuni hanno diritto a sei incontri al mese mentre chi è al 41 bis può averne solo uno al mese della durata di un’ora.  Ai colloqui con i detenuti al 41 bis sono ammessi familiari e conviventi, mentre persone diverse possono essere autorizzate solo in casi eccezionali. Nel regime ordinario il colloquio avviene sotto controllo visivo ma mai auditivo e comunque senza mezzi divisori, per i detenuti in 41 bis il colloquio avviene in appositi locali con vetro a tutt’altezza, c'è il controllo auditivo e la videoregistrazione. 

Quanto ai colloqui telefonici, il detenuto in 41 bis ha diritto a una sola telefonata al mese della durata di dieci minuti, che viene comunque registrata, ma solo in sostituzione del colloquio personale e comunque dopo i primi sei mesi.

Dopo una sentenza della Suprema Corte, è stata dichiarata incostituzionale la disposizione che limitava il numero dei colloqui e delle telefonate con il difensore, che dunque ora non sono più soggetti a restrizione. Evidente quindi che nominando come legale la nipote, Messina Denaro potrà di fatto incontrare un familiare con più frequenza rispetto a quanto previsto. Tutto nel rispetto delle regole.

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Chi è Lorenza Guttadauro, avvocato e nipote di Messina Denaro

Per la prima volta nella sua storia criminale Matteo Messina Denaro ha un legale di fiducia. Finora ha sempre avuto difensori d'ufficio. Sarà seguito dalla nipote Lorenza Guttadauro. Si tratta della figlia di Filippo Guttadauro e di Rosalia Messina Denaro, sorella del boss. Il nonno di Lorenza Guttadauro, Giuseppe, è indicato come lo storico boss di Brancaccio. Il padre di Lorenza Guttadauro, Filippo, fu a sua volta arrestato nel marzo del 1994 e condannato per associazione mafiosa a 14 anni.

Come spiega l'Adnkronos, dopo avere svolto il praticantato nello studio di un penalista fino al 2011, l'avvocato Guttadauro ha avviato un'autonoma attività professionale. Lorenza Guttadauro ha già svolto assistenza legale per altri familiari: la zia Anna Patrizia (l'altra sorella del boss di Castelvetrano), il fratello Francesco e il marito Girolamo Bellomo, detto Luca. Indicato come uomo d'affari, Bellomo era stato arrestato nell'ambito dell'operazione Eden 2 con l'accusa di avere curato gli interessi del boss.
A Bellomo, condannato in appello a 10 anni, è stato attribuito il ruolo di un "rappresentante" degli "affari" di Messina Denaro nel tessuto economico del Trapanese.

"Sono rimasta sorpresa anche io dalla nomina ricevuta da Matteo Messina Denaro, le dico la verità, non me l'aspettavo. Sono sincera", le prime parole dell'avvocato.

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