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Venerdì, 1 Marzo 2024
I retroscena

Il bunker di Messina Denaro dietro un armadio, potrebbe essere stato ripulito

La stanza blindata alla quale si accede dal fondo scorrevole del mobile è stata scoperta in un'abitazione a Campobello di Mazara, a pochi metri dall'altra casa usata dal boss. Appartiene all'ex consigliere comunale di Castelvetrano Errico Risalvato, sfiorato in passato da due inchieste per mafia

Diverse scatole, oggetti vari, compresi quadri e altro materiale di cui nelle prossime ore occorrerà vagliare l'utilità per le indagini su Matteo Messina Denaro, il boss mafioso arrestato lunedì a Palermo dopo 30 anni di latitanza. È questo ciò che è stato ritrovato in un piccolo bunker, ricavato in una stanza di un appartamento di via Maggiore Toselli 34, a Campobello di Mazara (Trapani), nascosto dietro a un armadio dal fondo scorrevole. Non si esclude, però, che qualcuno nelle ultime 48 ore possa averlo ripulit, facendo sparire le cose più scottanti.

Trovato il secondo covo di Matteo Messina Denaro, c'è una stanza-bunker

Il nascondiglio è stato individuato dal Ros dei carabinieri e dal Gico della guardia di finanza oggi, in un'abitazione che si trova a meno di un chilometro da vicolo San Vito, dove il capomafia di Castelvetrano ha trascorso gli ultimi mesi della sua latitanza. Sul posto è andato anche il procuratore aggiunto Paolo Guido, che coordina le indagini.

La casa appartiene ad Errico Risalvato, ex consigliere comunale di Castelvetrano, sfiorato due volte da indagini di mafia e sempre scagionato. L'appartamento è rimasto nella sua disponibilità in tutto il tempo che è passato dalla cattura dell'ex superlatitante (avvenuta lunedì mattina alla clinica La Maddalena a Palermo) e oggi pomeriggio, circa 48 ore. Da qui il sospetto che possano essere state portate via delle cose.

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