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Sabato, 4 Febbraio 2023
Le immagini / Trapani

Nella casa di famiglia di Messina Denaro anche una collezione di Ray-Ban e champagne

Perquisita l'abitazione dove il boss ha passato gli anni precedenti alla latitanza e dove viveva con la madre. Spuntano anche le immagini recenti del boss che faceva la spesa al supermercato come un cittadino qualsiasi

Proseguono le perquisizioni dei carabinieri nei luoghi dove ha vissuto il boss mafioso Matteo Messina Denaro, arrestato la scorsa settimana a Palermo dopo 30 anni di latitanza. I militari hanno passato al setaccio anche la casa di famiglia in via Alberto Mario e Castelvetrano (Trapani), dove il boss ha passato gli anni precedenti alla latitanza e dove viveva con la madre.  

Nell'abitazione i militari hanno trovato una bottiglia di champagne, il libro "Facce di mafiosi" dell'artista Flavia Mantovan e i noti occhiali da sole a goccia Ray-Ban che hanno reso famoso il boss Matteo Messina Denaro nelle vecchie foto in mano agli investigatori. In molte delle foto da giovane, il padrino appare con gli occhiali da sole ritrovati. I militari hanno trovato anche una foto del giovane Messina Denaro, già nota, accanto a quella del padre, don Ciccio, morto nel 1998.

Intanto oggi, 25 gennaio, presso il carcere Pagliarelli di Palermo c'è stato l'interrogatorio di garanzia di Andrea Bonafede, il geometra incensurato arrestato l'accusa di avere prestato la sua identità al boss Matteo Messina Denaro. Risponde di associazione mafiosa. Per il gip, che ha accolto la richiesta di misura cautelare del procuratore Maurizio de Lucia, dell'aggiunto Paolo Guido e del pm Piero Padova, Bonafede sarebbe un uomo d'onore riservato, un uomo, cioè, estraneo al giro stretto del boss utile proprio per allontanare i sospetti degli investigatori. Secondo gli inquirenti, Bonafede avrebbe ceduto al capomafia il proprio documento di identità affinché potesse metterci la sua fotografia. Il documento è stato utilizzato da Messina Denaro per accedere sotto falso nome alle cure del servizio sanitario nazionale almeno a partire dal 13 novembre 2020, quando fu operato all'ospedale di Mazara del Vallo. Bonafede è rimasto in silenzio e si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Indagati anche i figli dell'autista di Messina Denaro, scoperto un altro piccolo bunker

Gli inquirenti stanno ricostruendo quella che era la vita di Messina Denaro fino alla scorsa settimana quando, di nascosto dallo Stato che gli dava la caccia, faceva quella che sembrava una vita "normale". Sono spuntate anche le immagini del padrino che andava al supermercato e faceva la spesa. I filmati del punto vendita "Coop" di Campobello di Mazara di viale Risorgimento sono adesso al vaglio dei carabinieri. "Ricordo un signore con un cappello, come quello che ho visto nelle fotografie risalenti al giorno in cui lo hanno arrestato. Ho visto la sua sagoma e non il volto", ha detto uno dei dipendenti del supermarket parlando con i cronisti. Al punto vendita i militari sono arrivati dopo avere scoperto uno scontrino fiscale e un sacchetto nel covo di via Cb31, il primo scoperto dopo l'arresto di Messina Denaro e del suo autista Giovanni Luppino. Nel registro degli indagati sono stati iscritti Vincenzo e Antonio Luppino, figli di Giovanni, 

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