Giovedì, 23 Settembre 2021
Il super-latitante

Dov'è Matteo Messina Denaro?

Il boss di Cosa Nostra, considerato uno dei latitanti più pericolosi del mondo, è in fuga dal 1993. Tra le ipotesi estere e la permanenza in Sicilia, sono molte le segnalazioni rivelatesi buchi nell'acqua, come l'ultimo scambio di persona avvenuto in Olanda

L'identikit di Matteo Messina Denaro (Foto Ansa)

C'è chi lo chiamava 'U siccu' (''il magro'') e chi Diabolik, oppure Alessio, come si firmava nei pizzini trovati dalle forze dell'ordine in uno dei covi di Provenzano. Parliamo di Matteo Messina Denaro, un nome che, al di là di nomignoli e nomi in codice, si trova sulle bacheche delle stazioni di polizia di tutto il mondo. Il boss mafioso, latitante ormai da 29 anni, da quando nel 1993 esplosero le bombe a Milano, Roma e Firenze, è l'ultimo esponente di spicco di Cosa Nostra ancora in fuga, grazie anche ad una fitta rete di copertura e protezione che gli ha permesso di vivere quasi tre decenni nell'ombra, disponendo dell'enorme patrimonio economico accumulato negli anni di ''attività''. La rivista Forbes lo ha inserito nella lista dei dieci latitanti più pericolosi al mondo, ma al momento nessuno sa con certezza dove si trovi. È ancora in Sicilia? La sua fuga è proseguita all'estero? Nel frattempo le forze dell'ordine hanno fatto terra bruciata intorno al boss tra arresti e sequestri, ma lui è rimasto ancora introvabile.

Chi è Matteo Messina Denaro

Nato il 26 aprile del 1962 a Castelvetrano, nel Trapanese, Matteo Messina Denaro ha ''sulle spalle'' una condanna all'ergastolo per le stragi del 1992, ed è accusato di associazione mafiosa, omicidio strage, devastazione, detenzione e porto di materiale esplosivo, furto e altri reati minori. Nel suo ''curriculum'' tutt'altro che invidiabile che annovera un numero imprecisato di esecuzioni e la partecipazioni a diversi crimini, dal sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto nell'acido dopo 779 di prigionia. L'ultimo avvistamento di Messina Denaro risale appunto al 1993, quando era in vacanza con i fratelli a Forte dei Marmi, poi, dopo che nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura e il boss è sparito nel nulla, senza lasciare traccia. 

Pentiti e informatori lo hanno sempre descritto come un amante del lusso e delle belle donne, delle auto e dei vestiti firmati, un uomo in grado di accumulare montagne di soldi e conquistare conoscenze e amicizie che gli hanno permesso di rimanere nell'ombra per così tanto tempo. Una descrizione che colloca Messina Denaro molto lontano dal vecchio stereotipo, ormai superato, del mafioso ignorante con la lupara e si nasconde in angusti bunker e tuguri di fortuna. Secondo gli inquirenti, siamo di fronte ad un boss di nuova generazione, che con le sue attività illecite ha messo da parte un vero e proprio tesoro milionario, fatto di beni mobili e immobili, molti dei quali sono stati sequestrati nel corso degli anni. 

Lo scambio di persona in Olanda

Negli ultimi 29 anni di ricerche le forze dell'ordine sono state spesso ad un passo da ammanettare Matteo Messina Denaro, senza poi riuscire ad acciuffare il boss mafioso. L'ultima pista sembrava portare in Olanda, in quello che ha tutte le sembianze di un clamoroso scambio di persona. La settimana scorsa all'Aia la polizia olandese ha arrestato, su indicazione della magistratura italiana arrivato da Trento, un turista inglese che si trovava nei Paesi Bassi per seguire il Gran Premio di Formula 1, pensando che si trattasse di Messina Denaro. Un'operazione lampo degli agenti dei reparti speciali che, con volto coperto e armi in mano, hanno fatto irruzione in un ristorante fermando i tre inglesi, che in un attimo sono passati da una tranquilla cena ad essere bendati e ammanettati. Dopo il trasferimento in carcere la polizia si è concentrata su uno dei tre arrestati, quello accusato di essere Matteo Messina Denaro. Secondo quanto riportato dai media olandesi, l'uomo avrebbe negato, dicendo di essere originario di Liverpool e di non avere nulla a che vedere con il boss mafioso.

L'arrivo dell'avvocato Van Kleef ha permesso di chiarire il malinteso. Anche se le forze dell'ordine non sono in possesso delle impronte digitali del mafioso, quelle del turista arrestato hanno confermato la sua versione. Inoltre, l'uomo parlava con un naturale accento inglese e sembrava realmente estraneo da qualsiasi dinamica legata alla criminalità organizzata italiana. Così qualche ora dopo un portavoce della polizia ha comunicato il rilascio dell'uomo che, riporta la nota della polizia, ''non è l'italiano ricercato''. Un giallo su cui sono ancora molti i punti da chiarire, a partire dal fatto che, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, sia la Procura di Palermo e che la Direzione investigativa antimafia non erano a conoscenza di tutta l'operazione.

Le segnalazioni e l'ipotesi del ''cambio d'aspetto''

Nonostante sia in fuga da quasi 30 anni, Matteo Messina Denaro torna con ricorrenza a riempire le pagine di cronaca con le operazioni delle forze dell'ordine nei confronti di Cosa Nostra: sequestri e arresti che puntano ad indebolire la rete di protezione che ha permesso all'ultimo erede dei Corleonesi di diventare un vero e proprio ''super-latitante''. Ma la strategia di terra bruciata ancora non ha portato al raggiungimento dell'obiettivo: centinaia di persone finite in manette e milioni e milioni di euro posti sotto sequestro, non sono ancora stati sufficienti,. Attorno a Messina Denaro sembra esserci una vera propria cupola, una protezione che potrebbe arrivare anche da più in alto rispetto ai suoi fiancheggiatori siciliani. Molte le segnalazioni arrivate negli ultimi anni, spesso non  confermate, come quelle che lo avrebbero avvistato in Veneto, a Milano o a Dublino. Diverse anche le ''location'' indicate dai detenuti: da chi dice che è fuggito in Guatemala a chi sostiene si trovi nel Nord Italia o, addirittura, ancora in Sicilia. 

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Un altro fattore che gioca a favore di Matteo Messina Denaro è l'assenza di immagini recenti del suo viso. Le ultime foto che lo immortalano risalgono agli anni '80, quindi è impossibile immaginare quale sia il suo aspetto oggi, nonostante gli identikit degli investigatori siano realizzati immaginando i cambiamenti prodotti dall'invecchiamento. Secondo un'altra indiscrezione, anche questa non confermata, il latitante si sarebbe anche recato in Bulgaria per sottoporsi ad un intervento di chirurgia facciale e di modifica delle impronte digitali. Invece, secondo una nuova ipotesi paventata a maggio, il mafioso si sarebbe nascosto a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e sarebbe irriconoscibile, ingrassato e senza capelli. Dove si trovi Matteo Messina Denaro, uno dei criminali più pericolosi in circolazione e ''custode'' dei segreti delle stragi, rimane un mistero. Certo è che, come sottolineato nel 2020 dal consigliere dal magistrato siciliano Nino Di Matteo, ''una latitanza così lunga come quella di Matteo Messina Denaro si può comprendere soltanto in funzione di coperture istituzionali e forse anche politiche''. Le indagini e la caccia all'uomo proseguono, come negli ultimi tre decenni, con il boss che, come il più piccolo degli aghi nel più grande dei pagliai, rimane introvabile. Almeno fino a quando (e se) non sarà lui a voler essere trovato. 

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