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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Le indagini / Padova

La festa e la lite con la fidanzata: Mattia Caruso ucciso con una coltellata al cuore

La ricostruzione del delitto avvenuto nel Padovano. Valentina Boscaro ha confessato davanti ai pm: la sua versione, quella di un uomo incappucciato che si sarebbe dileguato da un parcheggio, non ha retto davanti alle domande degli inquirenti. Il 31enne forse trucidato con il suo stesso coltello, poi riposto in auto dalla donna

Una coltellata al cuore. Così è morto Mattia Caruso, il 31enne ritrovato esanime ad Abano Terme, in via Colli Euganei, in una pozza di sangue. La sera di domenica 25 settembre il giovane era ai "Laghi di Sant'Antonio" con la fidanzata, Valentina Boscaro, tra i comuni padovani di Montegrotto Terme e Torreglia. Inizialmente la ragazza aveva riferito di un'aggressione avvenuta in un parcheggio all'esterno di un locale dove i due erano andati a far serata: un uomo misterioso si sarebbe avvicinato a Mattia per dirgli qualcosa, lui avrebbe detto alla compagna di aspettarlo in macchina, ma poco dopo sarebbe scoppiato un diverbio finito nel sangue. Mattia sarebbe risalito in auto, per poi accasciarsi sul volante pochi chilometri dopo. Avrebbe fatto in tempo anche ad uscire dall'auto, ma a quel punto sarebbe crollato sull'asfalto. Solo a quel punto lei, Valentina, avrebbe capito che lui era ferito. Una versione che era apparsa da subito poco convincente. Anche perché, dopo aver setacciato palmo a palmo il parcheggio, gli investigatori non avrebbero trovato tracce di sangue. Una storia che non poteva reggere. E infatti non ha retto. Messa alle strette Valentina Boscaro ha confessato l'omicidio. 

La confessione e i punti da chiarire

Davanti al pm, nell'interrogatorio in caserma, Boscaro avrebbe detto di aver accoltellato Mattia con un'arma bianca a serramanico di proprietà della vittima. Avrebbe anche riferito di aver riposto l'arma del delitto in tasca del fidanzato mentre lui era ormai incosciente a causa del trauma riportato. Una coltellata al cuore, un fendente partito al culmine di una violenta lite. Questa la versione della donna. La rabbia, il gesto di violenza inaudita l'avrebbe giustificato alla luce di un comportamento violento che l'uomo avrebbe mantenuto con lei durante la relazione. Ma si tratta di un'accusa tutta da dimostrare. Anzi, diversi elementi ci portano da un'altra parte. I due avevano una relazione turbolenta, ma a carico dell'uomo non risultavano denunce. Non solo. Come riferisce PadovaOggi, secondo alcune persone che li hanno visti uscire dal locale, sembra che lei fosse furiosa con lui e sopra le righe, e che anzi, Mattia, avrebbe fatto di tutto per farla calmare. Ma sul contesto in cui è maturato il delitto per ora non si possono fare che illazioni. Sarà la magistratura a dover ricostruire il quadro in cui è avvenuta l'aggressione.

Il giovane era un venditore ambulante di dolciumi. Era conosciuto in tutta Padova e provincia per la sua simpatia e per le sue doti di abile venditore. Lei,  commerciante di vestiti ai mercati, ora si trova agli arresti domiciliari. Quella di domenica scorsa doveva essere una serata di festa. Mattia, legatissimo alla famiglia, aveva sentito per l'ultima volta la madre alle 22 e 12. Alle 22 e 44 dal suo telefono parte un'altra chiamata, forse casuale: la madre risponde, sente la musica e poco dopo mette giù accorgendosi dell'errore. Mattia e la fidanzata ripartono dal parcheggio che si trova nella zona industriale di Montegrotto Terme. Poi tra i due scoppia una lite. Mattia viene colpito con un fendente. Non nel parcheggio del locale, ma esattamente nel luogo dove poi, invano, è stato soccorso. In via dei Colli ad Abano.

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