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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Nessun reato

Archiviata l'indagine per epidemia colposa su Mattia Maestri, il paziente 1 di Codogno

Non ha violato nessuna norma il cosiddetto "paziente 1", il primo italiano positivo al coronavirus. Si era ipotizzato che non fosse stato sincero con i sanitari circa i contatti avuti con persone potenzialmente provenienti dalla Cina

Archiviata l'indagine per epidemia colposa su Mattia Maestri, il cosiddetto "paziente 1" di Codogno, cioè il primo italiano positivo al coronavirus nel nostro Paese. Il 39enne, ricoverato e poi guarito dopo una lunga degenza, era finito nel registro degli indagati della Procura di Lodi un anno e mezzo dopo quei fatti. L'accusa nei suoi confronti era di epidemia colposa perché si ipotizzava che potesse non essere stato sincero con i sanitari e aver riferito una versione non veritiera dei contatti avuti persone potenzialmente provenienti dalla Cina. Alla fine delle indagini però non sono stati ravvisati reati e Maestri non risulta aver violato nessuna norma: da qui la richiesta di archiviazione da parte della Procura, accolta dal gip. 

Mattia Maestri: "Non mi pesa l'etichetta di paziente 1, ma le bugie"

Qualche mese dopo i fatti del febbraio 2020, Maestri era stato intervistato per racconta la sua esperienza. "L'etichetta di paziente 1 non mi è mai pesata le bugie sì. La cena con un cinese, le due maratone in una settimana: tutto falso. Mi è pesata la popolarità che ne è conseguita, devo continuare respingere le richieste di interviste o di ospitate televisive". 

Maestri era stato ricoverato in condizioni disperate nella notte tra il 21 e il 22 febbraio al San Matteo di Pavia. All'epoca 38enne, maratoneta e giocatore di calcio, oltre che volontario alla Croce Rossa e ricercatore della multinazionale, si era presentato una prima volta all'ospedale di Codogno nel pomeriggio del 18 febbraio, senza però avere i sintomi che avrebbero potuto portare a identificarlo come caso 'sospetto' di Covid-19. Dopo gli accertamenti, nonostante la proposta di ricovero, Mattia aveva deciso di tornare a casa, ma poche ore dopo la situazione era peggiorata. Da lì il ricovero in terapia intensiva in gravissime condizioni. Dopo che la moglie aveva informato i medici di una cena di fine gennaio tra il marito e alcuni amici, tra cui uno appena rientrato dalla Cina, era stato effettuato il tampone (per l'intuizione di una giovane dottoressa, Annalisa Malara) e Maestri era risultato positivo al coronavirus: il primo caso in Lombardia.

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