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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cremona

Come è morto Mauro Pamiro?

Si riapre il caso dell'insegnante di informatica trovato senza vita il 29 giugno del 2020 in un cantiere vicino alla sua villa di Crema. Secondo la Procura il 44enne si sarebbe lanciato da una palazzina, ma la famiglia non crede alla tesi del suicidio. Disposte nuove indagini

Non è ancora chiuso il caso di Mauro Pamiro, insegnante di informatica di 44 anni e grande appassionato di musica trovato morto la mattina del 29 giugno 2020 in un cantiere vicino alla villa con giardino di Crema dove viveva con la compagna Debora Stella, grafica pubblicitaria di quattro anni più giovane. Il Gip del tribunale di Cremona ha infatti rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura per svolgere nuovi accertamenti. Secondo le prime ricostruzioni, il 44enne si sarebbe arrampicato su una palazzina per poi lanciarsi nel vuoto. Una volta al suolo avrebbe impattato contro una tegola sporca di sangue. Ma i genitori del 44enne non hanno mai creduto alla tesi del suicidio.

Mauro Pamiro: quel messaggio inviato ad un amico e la tegola sporca di sangue

Gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Per questo la moglie dell'uomo resta iscritta nel registro degli indagati. Il caso è complesso. Pochi giorni prima della tragedia, riferisce l'Agi, Pamiro avrebbe scritto un messaggio WhatsApp ad un amico. "Ho capito cosa devo fare, spero. Ci vediamo nell'altro mondo. Che amore assurdo". In realtà però il messaggio sarebbe partito dal cellulare della compagna. Chi è stato davvero a scrivelo? E poi: il contenuto ha attinenza con quanto è poi avvenuto?

Non capendo il significato di quelle parole, l'amico avrebbe chiamato Mauro al telefono. In quell'occasione Debora gli avrebbe riferito che quelle frasi all'apparenza sconnesse si riferivano ad una canzone di Morgan intitolata appunto 'Amore assurdo'". Che però nel suo testo non contiene riferimenti all'altro mondo di cui si parla nella conversazione. Potrebbe trattarsi solo di un caso, un episodio insignificante, certo è che gli investigatori vogliono indagare meglio il rapporto tra i due coniugi.

Anche sulla dinamica dei fatti bisognerà fare piena luce. Gli avvocati dei genitori di Pamiro non credono alla ricostruzione della caduta. E hanno chiesto e ottenuto di svolgere nuovi accertamenti sul frammento di tegola trovato accanto al cadavere per escludere la presenza del Dna di terze persone. "Pamiro aveva un foro nel centro della testa, una lesione non mortale" aveva spiegato il legale della famiglia. "L'irrealizzabilità da un punto di vista cinematico della caduta prospettata dalla Procura è smentita dal fatto che per colpire quella tegola e colpirla in quel punto, tanto da penetrare internamente al capo, essa doveva essere conficcata anzi piantata fermamente e in profondità nel terreno per mantenersi in posizione verticale e garantire quell'impatto. Al contatto con la notevole massa di Pamiro sarebbe immediatamente caduta al suolo non consentendo la formazione di quella particolare lesione". Le indagini proseguono. 

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