Venerdì, 24 Settembre 2021
Eutanasia

Gli hanno negato l'eutanasia: così Max rinuncia alle cure

Max Fanelli ha 54 anni e una Sla in stadio avanzato. Da tempo si batte per poter ricevere la "morte dolce" ma per ancora gli è stato detto no. Così ha deciso di avviare lo "sciopero delle cure"

Si chiama Max Fanelli, ha 54 anni ed è di Senigalli, in provincia di Ancona. La sua Sla in stadio avanzato non gli dà tregua, motivo per cui aveva chiesto pubblicamente l'eutanasia, che però gli è stata negata. Così ha deciso di iniziare lo "sciopero delle terapie", in aperta polemica con la classe politica che recentemente non ha approvato la norma che gli avrebbe consentito la "dolce morte". 

"Mentre passano le settimane, per tutti noi, malati terminali di patologie incurabili e progressive, i disagi psicofisici aumentano e devi riuscire ad adattarti o a sopportare i nuovi dolori, le nuove incapacità - scrive Max Fanelli in una lettera resa pubblica da quando ha deciso di imperrompere le cure per la Sla - Io ad esempio, rimasto con un solo occhio e l'udito funzionanti ho appena avuto una congiuntivite, ho subìto un'ulteriore semi paralisi della palpebra dello stesso occhio e sono costretto a farmelo inumidire ogni 15 minuti. Per scrivere 3 righe con il pc a controllo oculare, ci ho impiegato anche due ore". 

"Insieme a tante altre situazioni come la mia - conclude Fanelli - i diritti dei morenti sono costantemente trascurati dai capigruppo di Camera e Senato, che ignorano ogni appello a legiferare in tal senso". 

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