Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

E' morto Max Mosley a 81 anni: era a capo della Fia

La sua scomparsa confermata da Bernie Ecclestone: "Ho perso un fratello"

Max Mosley in un'immagine recente (foto Ansa)

L'ex presidente britannico della Fia (Federazione internazionale dell'automobile) Max Mosley è morto all'età di 81 anni nelle scorse ore. Non sono ancora note le cause del decesso. La notizia è stata confermata da Bernie Ecclestone, ex patron del circus di Formila 1: "Ho perso un fratello", ha affermato, senza entrare nei particolari sul motivo della scomparsa. 

Mosley, ex pilota di media caratura di Formula 2 e successivamente avvocato commerciale per un decennio, era considerato uno tra i dirigenti più importanti del motorsport mondiale. Dopo l'esperienza in Foca (Associazione dei costruttori di Formula 1) e gli incarichi nel Partito conservatore britannico, è stato a capo della Fia per tre mandati, dal 1993 al 2009. Da sempre attivo in Formula 1, aveva fondato il team della March. 

"Per me è come perdere un membro della famiglia, un fratello. Ha fatto una sacco di buone cose. Non solo per il motorsport, ma anche per l'industria dell'auto" ha detto Ecclestone. "Era molto bravo ad assicurarsi che venissero costruite auto sicure", ha aggiunto. Oltre alle innovazioni sul marketing e lo sviluppo commerciale degli sport motoristici, come presidente della Fia fu tra i principali artefici della promozione dei test Euro Ncap, fondamentali per garantire la sicurezza delle auto.

Ma la sua figura pubblica è macchiata da un episodio controverso. Il 30 marzo 2008, infatti, viene coinvolto in un clamoroso scandalo sessuale scatenato dal quotidiano inglese News of the World che per primo pubblica alcuni fotogrammi tratti da un video di 5 ore (in alcuni suoi brevi spezzoni, reperibile anche nel sito online del giornale stesso).

Le immagini mostrano Mosley prendere parte ad un'orgia di tipo sadomasochistico con alcune prostitute in uniformi naziste ed in divise che ricalcano quelle che indossavano gli internati nei lager. Malgrado una precedente sentenza della corte giudiziaria inglese favorevole alla pubblicazione del video in rete, il 24 luglio 2008 un tribunale britannico condanna il quotidiano News of the World al pagamento di 60.000 sterline (circa 75mila euro) quale risarcimento per la violazione della privacy delle persone coinvolteNel frattempo Mosley si impegna comunque in una battaglia legale contro Google per rimuovere le tracce delle immagini e dei video di Chelsea. L'anno successivo, poi, il figlio 39enne Alexander viene trovato morto in un appartamento di Notting Hill dopo un'overdose di eroina. 

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