Mercoledì, 12 Maggio 2021

Medici di famiglia, cosa cambierà davvero con la riforma

Dalla disponibiltà dalle 8 alle 24 anche sabato e domenica agli interventi del 118. Tutte le novità. Ma c'è chi è perplesso: "Si sottovaluta rapporto paziente-medico"

Foto di repertorio

ROMA - Medici di famiglia disponibili dalle 8 alle 24 ogni giorno e assistenza assicurata nelle ore notturne dal 118. L'atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia e dei pediatri varato dal Comitato di settore Regioni - Sanità cosa cambierà nell'organizzazione degli studi che oggi assicurano la medicina di base?

In alcune regioni l'indirizzo, che ora dovrà andare al vaglio dei sindacati e che i medici presumono diventerà norma non prima dell'autunno, è già stato in qualche modo recepito. E' il caso del Lazio, ad esempio, dove già molti medici si sono organizzati in studi associati per assicurare la continuità assistenziale ai pazienti su tutto l'arco della giornata.

"La convenzione prevede che si possano seguire fino a un massimo di 1500 pazienti - spiega un medico di base di Roma ad Askanews - in questo caso il medico è tenuto a fornire una presenza di 20 ore a settimana. Per questo motivo molti si sono consorziati riuscendo così a coprire un arco di tempo che normalmente va dalle 10 alle 19. Con le nuove norme allungare l'orario dalle 8 alle 20 non sarà un problema. Meno facile, assicurare l'apertura dalle 20 alle 24, prima che entri in gioco, a partire dalla mezzanotte, il 118. Non abbiamo ancora avuto chiarimenti in tal senso, ma sembra che si ricorrerà alla guardia medica".

Le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) che l'atto di indirizzo istituisce, infatti, non saranno necessariamente una struttura fisica e saranno riferimento in questi orari nei quali "i medici di cure primarie a rapporto orario assicurano la loro attività".

Ma se un medico non è parte di uno studio associato? "In base all'atto dovrà comunque assicurare la sua presenza per il monte ore previsto più alto - chiarisce il medico - dunque c'è la possibiltà che chiuso il suo studio prosegua il lavoro presso una casa della salute?". Tutto ancora da verificare. Ma, spiega il medico, "certamente queste nuove norme vanno verso la spersonalizzazione del medico di famiglia. Si chiede al paziente di rivolgersi allo studio medico ma senza troppe pretese: chi trovi trovi. Invece il rapporto medico-paziente è forte. Ed è ancora più forte in caso di pazienti anziani. Questo non si può ignorare".

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