Sabato, 17 Aprile 2021

Ginecologi non obiettori assunti al San Camillo di Roma: è scontro aperto

Dopo le critiche della Cei e del ministro Lorenzin, l'ordine dei medici chiede il ritiro del bando ma tre senatori Pd annunciano un disegno di legge per regolamentare la riserva concorsuale per i medici non obiettori

Dal 1 marzo due ginecologi non obiettori saranno assunti a tempo indeterminato e assegnati al settore del Day Hospital e Day Surgery per l'applicazione della legge 194 all'ospedale San Camillo di Roma. Hanno vinto un concorso indetto un anno fa, con l'indicazione chiara per i vincitori di non poter cambiare idea nei primi sei mesi di prestazione e in seguito di rischiare il trasferimento o l'esonero.

Mentre soddisfazione è stata espressa dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che ha fortemente voluto il concorso per garantire l'applicazione della 194, si sono levate con forza le voci di chi invece vi vede una violazione della legge che sarebbe così "snaturata", come il Movimento per la Vita e la Cei, ma anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "Non bisogna esprimere pensieri, ma semplicemente applicare la legge, in cui l’obiezione di coscienza è rispettata nel nostro Paese. Tra l’altro – ha aggiunto –  quando si fanno le assunzioni e i concorsi, non mi risulta che ci siano dei parametri che vengano richiesti". 

La legge 194 prevede l'obiezione di coscienza all'articolo 9, chiarendo che essa "esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza", ma al tempo stesso obbliga gli enti ospedali e le case di cura autorizzate "ad assicurare lo espletamento delle procedure previste e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti", con le Regioni a controllarne e garantirne l'attuazione "anche attraverso la mobilità del personale".

I due ginecologi del San Camillo lavorano già nell'ospedale romano per il servizio di igv, ma finora avevano contratti a tempo determinato. "Al momento la struttura contava 4 persone, di cui due a tempo determinato e due a tempo indeterminato, più personale a convenzione in diversi turni. Alla procedura – ha spiegato al Manifesto il direttore sanitario Fabrizio D'Alba - sono risultati circa 50 idonei, e sono risultati vincitori i due che già erano a tempo determinato, e che avevano esperienza decennale nella 194. Questo è per noi un elemento di garanzia nella continuità del servizio". Ma "un concorso che esclude coloro che sono obiettori è di dubbia legittimità", ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, spiegando che "l'obiezione di coscienza è un diritto fondamentale riconosciuto alla persona e non può essere un requisito la rinuncia a questo diritto per partecipare a concorsi pubblici". L'ordine dei medici di Roma ha criticato il concorso per non obiettori, perché ha "il significato di discriminazione di chi esercita un diritto sancito dalla bioetica e dalla deontologia medica", come specificato dal presidente Lavra. Pronta la replica della Regione. Le procedure avviate un anno fa "non contengono alcuna forma di iniquità poiché non vi è nel testo del decreto alcun accenno o riferimenti tra i requisiti previsti, all'obiezione di coscienza, ma una specifica indicazione delle funzioni da svolgere per le prestazioni assistenziali legate all'erogazione del servizio". "Meraviglia pertanto che l'Ordine dei Medici di Roma - prosegue la nota della Regione Lazio - non conosca i contenuti di atti che risalgono al mese di giugno 2015 pubblicati sul Bollettino Ufficiale. Peraltro nell'ambito delle procedure previste è stata espletata anche la mobilità, mediante avviso pubblico di mobilità volontaria regionale e interregionale con relativa graduatoria di merito pubblicata nel febbraio del 2016. È singolare che l'Ordine sia contrario all' assunzione attraverso un concorso pubblico di due medici inscritti all'Ordine stesso. Tutta la procedura inizia con il decreto 227 del 6 giugno 2015 del Commissario ad acta che non ha avuto rilievi da parte dei Ministeri affiancanti, ovvero Salute e Mef".

Eppure dal San Camillo sembra partita una vera e propria rivoluzione, tanto che tre senatori del Pd hanno annunciato di aver già pronto "un disegno di legge per regolamentare la riserva concorsuale per i medici non obiettori". "Abbiamo intenzione di presentarlo al più presto e di chiederne la rapida calendarizzazione", annunciano i dem Monica Cirinnà, Sergio Lo Giudice e Beppe Lumia, componenti della Commissione Giustizia, convinti che il governatore del Lazio Zingaretti e il direttore generale dell'ospedale San Camillo di Roma abbiano "percorso la strada più giusta per riconoscere diritti sanciti da una legge dello Stato: quelli delle donne alla tutela della salute e ad avere accesso all'interruzione volontaria di gravidanza".

Malgrado la situazione controversa, molte regioni in affanno sotto il profilo della pratica delle Ivg, guardano con interesse alla soluzione individuata dal Lazio. In Italia sono sette su dieci i medici obiettori che non praticano l'interruzione volontaria di gravidanza prevista dalla 194. Secondo i dati del ministero della Salute, in trent'anni le ivg sono calate di 131.216 unità, mentre i ginecologi non obiettori sono scesi di 117 unità, con un dimezzamento del numero di ivg settimanali, a livello nazionale, a carico dei ginecologi non obiettori. Dalle Regioni , specifica il ministero, non è giunta alcuna segnalazione di carenza di medici non obiettori e qundi il numero dei punti ivg appare più che adeguato rispetto al numero delle ivg effettuate". La Laiga (Libera associazione italiana ginecologi per l'applicazione della legge 194) ha più volte contestato questo dati, sostenendo come l'Italia sia tra gli ultimi Paesi in Europa per la tutela della salute delle donne che vogliono abortire.

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