Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Ospedali, allarme sui turni di notte: "Un medico per oltre duecento pazienti"

La denuncia dei medici ospedalieri: super lavoro, giornate massacranti e troppi turni di notte. "Quasi ogni giorno capita di fronteggiare due urgenze cliniche contemporaneamente"

Foto di repertorio

ROMA - Turni di notte sempre più frequenti con la responsabilità di tanti, troppi pazienti. E non solo: "Super lavoro e giornate massacranti". Questa la quotidianità di chi lavora negli ospedali italiani. I numeri consegnati all'Anaao Assomed dall'indagine appena conclusa su un campione di oltre mille camici bianchi descrivono un quadro allarmante, di rischio e di fatica, in cui il medico vive ogni giorno e ogni notte nell'esercizio della professione. 

LA SITUAZIONE - Un medico over50 in Italia, è la denuncia, può arrivare a svolgere 5 turni notturni al mese nelle regioni meridionali. Se vive al nord, la media si ferma a 3. Gestisce circa 50 pazienti per ogni turno di notte, ma può arrivare a 200 e oltre, specie se lavora nel nord-ovest. La quasi totalità dei medici in turno notturno si è trovata con una certa frequenza a dovere fronteggiare contestualmente due urgenze cliniche.

"TROPPI TAGLI" - "Non hanno nulla di virtuale le conseguenze di anni di definanziamento della sanità, di blocco del turnover, di taglio dei posti letto" sottolineano i medici. Ma quello che più preoccupa "è toccare con mano il livello di in-sicurezza che deriva dai provvedimenti scellerati": dall'indagine è infatti emersa prepotente la scarsa considerazione delle strutture aziendali per la gestione del rischio clinico. 

Avere in affidamento oltre cento pazienti per turno di guardia, con punte superiori ai duecento, non può che diminuire la sicurezza delle cure, il rischio sia per il medico che per il paziente, mettendo a repentaglio anche la qualità dell'assistenza. 

ORARI DI LAVORO MASSACRANTI - L'indagine ha messo in evidenza che, nonostante l'entrata in vigore della norma sul rispetto dell'orario di lavoro, il 44.7% degli intervistati supera il limite settimanale delle ore lavorative previsto dalla legge, e più della metà lavora extra orario senza alcuna remunerazione. L'entrata in vigore della Legge 161/2014 non è stata preceduta né accompagnata da necessari processi di riorganizzazione e di adeguamento della dotazione organica. 

EMERGENZA POSTI LETTO - Numeri preoccupanti anche quelli che si riferiscono ai posti letto. I tassi di occupazione sono elevatissimi (nel 92% delle risposte) e l'appoggio del paziente in setting non appropriati è oramai un dato strutturale ( rilevato nel 73% delle risposte). Le dimissioni dei pazienti sono spesso affrettate (59% delle risposte) e con scarso coordinamento ospedale/territorio, testimoniato in maniera emblematica, dal non aver ricevuto notizie dopo averlo dimesso, dell'avvenuta morte di un paziente terminale da parte della famiglia e/o del medico di medicina di generale. Il 45.38% non ha ricevuto mai alcuna informazione, il 39% raramente e solo il 15,61% ha risposto affermativamente.

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