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Martedì, 23 Aprile 2024
L'allarme / Arezzo

Ha mal di testa e febbre, ragazzo di 19 anni in ospedale con la meningite

Gli sono stati somministrati antibiotici e le sue condizioni adesso sono ritenute stabili. Avviata la profilassi per quasi cento persone

Febbre alta e mal di testa. Questi sintomi, che non diminuivano neppure con le terapie, hanno messo in allarme i familiari di un ragazzo di 19 anni dell'Aretino che il 15 marzo hanno portato il giovane in ospedale. Qui, come racconta ArezzoNotizie, i medici hanno formulato la diagnosi: "sospetta meningite batterica".  Il ragazzo è stato curato con antibiotici e la sua condizione adesso è stabile, non sarebbe dunque in pericolo di vita. Immediatamente l'Asl ha avviato un'indagine epidemiologica, per sottoporre a profilassi tutte le persone che sono state a stretto contatto col paziente. Un centinaio circa.

In un giorno circa 60 persone si sono presentate. Si tratta dei familiari, della fidanzata, degli amici e dei compagni di classe del giovane. Almeno altre 20 persone che frequentano la stessa palestra si sottoporranno alla procedura. 

"Il tipo di batterio che ha causato la meningite non è stato identificato – chiarisce la dottoressa Elena De Sanctis, direttore Igiene e Sanità pubblica Area Est - perché il ragazzo, studente dell'Isis Valdarno, è subito stato trattato con terapia antibiotica dopo essersi presentato in pronto soccorso con i sintomi di forte cefalea. L'ultimo giorno di scuola è stato il giorno 15 marzo".

La tempestiva somministrazione di antibiotici, spiega la dottoressa, ha migliorato subito la situazione clinica del ragazzo ma ha impedito di chiarire con assoluta certezza il tipo e il ceppo di appartenenza del batterio responsabile. "Con il sospetto, tuttavia che si tratti di meningite meningococcica ed è opportuno – prosegue De Sanctis - che le persone che hanno avuto un contatto stretto con il giovane si sottopongano a profilassi con specifici antibiotici. I contatti familiari e gli studenti sono già stati chiamati dal servizio di Igiene, in tutto circa 100 persone".

L’indagine effettuata dall'Asl Toscana Sudest ha permesso di risalire ai luoghi frequentati dal ragazzo nei giorni precedenti l’esordio dei sintomi. "Ha frequentato la discoteca Nirvana di Terranuova Bracciolini fra sabato 11 e domenica 12 marzo dalla mezzanotte alle 03.00 circa. Ha inoltre frequentato una palestra: i frequentatori sono già stati contattati dal Servizio di Igiene Pubblica della Zona Valdarno per la profilassi antibiotica", spiega ancora la dottoressa.

"Si ricorda che la profilassi dovrà essere eseguita anche se è già stata effettuata la vaccinazione antimeningococcica – conclude De Sanctis -. Non è necessaria la chiusura degli ambienti frequentati dal malato né la disinfezione. Le persone vicine ai contatti stretti del malato non sono da considerare a rischio".

(Video di ArezzoNotizie)

Cosa è la meningite

È un'infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi). Generalmente riconosce una causa infettiva, tuttavia esistono anche forme non infettive (da farmaci, da neoplasia). La meningite infettiva può essere causata da virus, batteri e funghi o miceti.

Quella virale, detta anche meningite asettica, è la forma più comune; di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell'arco di 7-10 giorni.

La forma batterica, invece, è più rara ma estremamente più grave e può avere anche conseguenze letali. La meningite da funghi o miceti si manifesta soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria e può rappresentare un pericolo per la vita.

Come si trasmette la meningite

La meningite si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte.

L'essere esposti a uno di questi patogeni non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia. Per molti agenti patogeni (come meningococco, pneumococco ed emofilo), infatti, è frequente lo stato di portatore senza alcuna sintomatologia e senza un aumentato rischio di sviluppare la malattia.

Quali sono i sintomi a cui fare attenzione

I primi sintomi possono essere sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2-3 giorni i sintomi peggiorano e compaiono nausea e vomito, febbre, pallore, fotosensibilità; segni tipici sono la rigidità della nuca e quella all'estensione della gamba.

Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre possono essere presenti pianto continuo, irritabilità e sonnolenza, al di sopra della norma, e scarso appetito. A volte si nota l'ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente.

La meningite e la sepsi meningococca si possono anche presentare con forme fulminanti, con il peggioramento delle condizioni in poche ore, e la comparsa di petecchie (piccole macchie rossastre o violacee dovute a micro-emorragie dei vasi).

Come si cura la meningite

Il trattamento deve essere tempestivo. La meningite batterica viene trattata con antibiotici; la cura è più efficace se il ceppo responsabile dell'infezione viene caratterizzato e identificato. Nel caso di meningiti virali, la terapia antibiotica non è appropriata, ma la malattia è meno grave e i sintomi si risolvono di solito nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica, ma solo di supporto.

L’identificazione dell’agente che causa la malattia è importante, sia per orientare la terapia antibiotica del paziente sia per definire la necessità della profilassi dei contatti

I vaccini contro la meningite

La vaccinazione è, sicuramente, lo strumento più efficace per la prevenzione della meningite batterica. In Italia sono disponibili diversi vaccini contro la meningite. Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C;
  • il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y;
  • il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo..
  • Altri vaccini contro forme batteriche di meningite sono quelli contro l'Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) e contro loStreptococcus pneumoniae (pneumococco).

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