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Domenica, 28 Novembre 2021
Università / Torino

Università chiude la mensa, gli studenti la occupano e cucinano

Sono entrati nella vecchia mensa, chiusa da giugno, e hanno iniziato ad organizzarsi. Per protesta gli studenti di Torino "liberano" la mensa universitaria occupando uno stabile dell'Ente regionale per il diritto allo studio

Sono entrati la mattina di venerdì 8 novembre e sono rimasti sorpresi: era tutto pronto per cominciare l'attività. Questa la situazione in cui si sono trovati gli studenti di Torino che hanno deciso di occupare la mensa dell'Edisu, Ente regionale per il diritto allo studio.

"Ci siamo messi subito a lavoro: ci siamo divisi in gruppi di lavoro e da lunedì 11 abbiamo rimesso in funzione la mensa" spiega Marco di AlterPolis, collettivo studentesco del Politecnico piemontese, una delle realtà che in questi giorni sta distribuendo al prezzo di 2,50 euro pasti sia a pranzo che a cena.

"Abbiamo pensato di fare un prezzo accessibile a tutti, tarandolo sulla fascia di reddito più bassa della popolazione studentesca - continua Marco - Non abbiamo soltanto riaperto uno spazio e restituito alla città e agli studenti, ma abbiamo liberato uno dei nostri diritti dal concetto di profitto: in questo modo la struttura può accogliere ogni tipo di utenza, indipendentemente da propria situazione economica".

L'azione si ricollega alle mobilitazioni in vista dello sciopero nazionale degli studenti, previsto per venerdì 15 novembre: "Contro i ripetuti attacchi - spiegano gli studenti in un comunicato - al Diritto allo studio e al Welfare studentesco messi in campo dalla Giunta Cota e dai governi nazionali negli ultimi anni".

Il gruppo, che si è denominato "Ribaltiamo il Tavolo - Mensa Liberata" spiega di aver scelto la mensa visto che "il motivo della chiusura non è legato a esigenze di ristrutturazione né di messa in sicurezza. Il servizio è stato esternalizzato a seguito dell'aumento del costo dei pasti stabilito dall'Ente per il Diritto allo Studio, con il conseguente crollo dell'utenza e quindi dei profitti per la ditta. Gli studenti delle sedi universitarie situate in zona centro sono quindi privati da mesi di un servizio essenziale come quello della ristorazione".

Ma alla Mensa Liberata non si andrà solo a mangiare: "Vogliamo attivare sale studio, punto di ritrovo, luogo per riunioni e dibattiti, in modo da tenere lo spazio attivo anche fuori dall'orario dei pasti. Ci stiamo riunendo in assemblea tutti i giorni perché parteciperemo alle mobilitazioni per l'ambiente e i territori del 16 novembre, oltre che alla manifestazione del 15. Come studenti pensiamo che sia fondamentale un reindirizzare i fondi oggi destinati alle grandi opere inutili verso il Welfare, per tutelare il diritto alla casa, al reddito e allo studio" ci spiega Marco.

La mensa si trova in via Principe Amedeo, a due passi da diverse facoltà dell'Università di Torino ed era inattiva da cinque mesi. Il presidente dell'Esidu, ente proprietario della struttura, ha già annunciato che è previsto un bando per l'assegnazione del servizio: "Non siamo contrari all'assegnazione dell'appalto. Il nostro obiettivo è che la mensa venga riaperta, ma deve comunque essere un servizio accessibile a tutti. Non vogliamo un mensa in cui noi studenti non possiamo permetterci di mangiare. Porteremo avanti la nostra protesta fino a che non verranno accolte le nostre richieste" conclude Marco.

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