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Giovedì, 23 Maggio 2024
Le indagini

Ritrovata l’auto di Matteo Messina Denaro, nel covo anche la biografia di Putin

Nel nascondiglio sono stati trovati molti libri, anche una biografia del leader russo Vladimir Putin. Ora è stata ritrovata anche la Giulietta, vicino al terzo covo del superlatitante. 

È stata ritrovata anche l’auto di Matteo Messina Denaro. Al momento dell’arresto il boss aveva con sé un borsello, che conteneva tra le tante cose anche una chiave. Era quella della sua auto, una Giulietta Alfa Romeo nera. Grazie al codice della chiave e ad un sistema di intelligenza artificiale è stato possibile ricostruire gli spostamenti del veicolo del capo mafia, e risalire così al nascondiglio di vicolo San Vito, a Campobello di Mazara. Nel nascondiglio sono stati trovati molti libri, anche una biografia del leader russo Vladimir Putin. Ora è stata ritrovata anche la Giulietta, vicino al terzo covo del superlatitante. 

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La figlia di Matteo Messina Denaro: "Non vado a colloquio"

L’ultimo capomafia stragista, arrestato dopo 30 anni di latitanza, si trova ora nel carcere dell’Aquila. Venerdì ha fatto la sua prima seduta di chemioterapia in carcere per tentare di curare un tumore al colon. Lorenza Alagna, unica figlia ufficiale del boss, per il momento avrebbe detto alla famiglia che non andrà ai colloqui in carcere. La 27enne, madre di un bambino di un anno e mezzo (che non porta il nome del nonno), sembra non abbia mai voluto incontrare il padre. Lorenza ha vissuto a casa della nonna paterna con la madre fino all’età di 10 anni, poi ha deciso di troncare i legami andando a vivere altrove. Sembra che Matteo Messina Denaro avrebbe tanto voluto incontrarla. Nel covo a Campobello di Mazara, infatti, sarebbero stati ritrovati alcuni fogli con su scritto: "Perché Lorenza non vuole vedermi? Perché è arrabbiata con me?".

Nel corso della sua vita (e della sua latitanza) il boss ha avuto tantissime donne. Potrebbe avere anche un altro figlio, nato da una relazione con una donna che risale ai primi anni del 2000, ma non si hanno conferme. Ai medici della clinica palermitana dov'è stato operato Messina Denaro aveva raccontato di "avere due figlie che però vivono fuori e di non avere altri parenti".

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La compagna del vero Andrea Bonafede: "Non mi ha detto nulla"

"Bisogna che gli inquirenti continuino, proseguano il capillare, incessante lavoro che stanno facendo di analisi e indagine della latitanza di Matteo Messina Denaro", ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica a Bologna. "Ci stanno lavorando proficuamente - ha aggiunto - la procura di Palermo, la Direzione distrettuale antimafia e i carabinieri in concorso con le altre forze di polizia che meritano il plauso e il credito. C'è molta discussione, questo fenomeno ha riguardato una parte di storia molto dolorosa per il nostro Paese, finisce con Matteo Messina Denaro l'epoca della mafia stragista".

Nel frattempo la compagna del vero Andrea Bonafede, la persona a cui il boss aveva acquisito l’identità ha dichiarato: "Mi è esplosa una bomba in casa". Rosa Leone, compagna del vero Bonafede, in un'intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato di non essersi mai accorta di nulla. "Mi ha scongiurato, mi ha detto: 'Scusa Rosa ma che dovevo fare? Iddu si è presentato da me e mi ha chiesto i documenti... Credo che anch'io avrei fatto così se mi fosse capitato, anch'io per paura avrei ceduto a un boss di quel calibro la mia carta d'identità". "Tutti secondo me al suo posto l'avremmo fatto", ha dichiarato la donna aggiungendo: "Adesso però l'ho lasciato".

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