Migranti sbarcati, rimpatriati e respinti: i numeri di Salvini mentre "diffida" le Ong

Situazione incandescente sulla costa Sud del Mediterraneo mentre la diplomazia è al lavoro sulla Libia dove dall'inizio della battaglia di Tripoli 34mila persone hanno lasciato le loro case

Riparazioni finite sulla nave Jonio: "A breve in mare per salvare migranti"

I militari della Guardia costiera hanno diffidato il comandante della nave della ong Mediterranea Mare Jonio dall'eseguire "operazioni di salvataggio in modo stabile e organizzato" fino a quando l'unità non venga adeguata alla normativa di settore e certificata per il servizio di salvataggio. La Mare Jonio è stata inoltre sanzionata per alcune irregolarità riscontrate dai militari a bordo durante un'ispezione eseguita nel pordo di Marsala lo scorso 19 aprile.

Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans, sottolineando come a breve riprenderà l'attività di monitoraggio e denuncia delle violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo, ha spiegato che il problema al generatore della Mare Jonio è stato riparato. "Di fronte a persone che annegano, non ci vuole una autorizzazione Sar per soccorrerle. Qualunque natante è obbligato dal diritto del mare a salvare la vita a persone in pericolo".

Intanto come spiega l'inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé, dall'inizio della guerra in Libia, lo scorso 4 aprile, ci sono "34mila persone sfollate". Intanto la diplomazia è al lavoro: oggi l'incontro tra Francia, Gran Bretagna, Usa, Italia, Emirati Arabi e Egitto.

Salvini aveva promesso 600.000 rimpatri: a che punto siamo 

Il ministro dell'interno Matteo Salvini ha tenuto una riunione su sicurezza, terrorismo, estremismo islamico e immigrazione al Viminale dopo i casi di TorinoRoma, e sull'onda degli attentati in Sri Lanka, e dopo le polemiche scoppiate con gli alleati di governo del Movimento 5 stelle sulle questioni di sicurezza e rimpatri.

Oggi Salvini ha comunicato alcuni numeri ufficiali: dal primo gennaio sono sbarcati in Italia 666 migranti mentre sono 2.053 i rimpatriati, 437 i riammessi nei paesi di provenienza, 3.078 i respinti alla frontiera. 

  • migranti sbarcati 666
  • migranti rimpatriati 2.053
  • migranti respinti 3.078

Ma quanti sono dunque gli immigrati irregolari in Italia?

Dal 2015 - ha spiegato Salvini - sono sbarcati 478mila migranti: 268mila hanno lasciato l’Italia e sono presenze certificate in Paesi Ue e altri 119mila sono in accoglienza in Italia. Quelli di cui non c’è traccia sono 90mila. 

Lo scorso anno durante la campagna elettorale Salvini spiegava come in Italia ci fossero ameno 600mila clandestini e  ipotizzava di reimpatriare mezzo milione di immigrati, un'ipotesi calata in tandem con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che per primo parlava di "630mila immigranti di cui solo il 5% ha ottenuto lo status di rifugiato".

Un'ipotesi, quella delle espulsioni, apparsa sin da subito inverosimile. L'Agenzia delle frontiere esterne della Ue Frontex si era affrettata a spiegare la dimensione di ciò che è fattibile, snocciolando il numero complessivo dei migranti irregolari rimpatriati nel 2017: 150mila persone, ma in tutta l'Unione Europea. Per aumentare i rimpatri servono "risorse e personale".

Servono infatti accordi di reammissione con i paesi di origine e transito dei migranti, un punto debole nelle politiche europee di contrasto all'immigrazione irregolare. Ad esempio al momento solo 17 paesi hanno firmato accordi di rimpatrio, che, peraltro, prevedono in molti casi l'esborso di soldi per far sì che le autorità dei paesi terzi accettino i propri cittadini. 

Per aumentare i rimpatri infatti ci vogliono accordi bilaterali difficilissimi da concordare, e i respingimenti sono illegali. 

Da quando Salvini è diventato ministro dell’Interno gli accordi per i rimpatri sono rimasti gli stessi già esistenti: Nigeria, Tunisia, Egitto e Marocco. Mancano ancora accordi con Bangladesh, Senegal e Iraq, ad esempio, Paesi d’origine del 54% dei migranti arrivati in Italia nel 2019.

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