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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca Italia

Migranti, il governo vola in Libia: "Bozza di accordo per fermare gli sbarchi"

Il ministro dell'Interno Minniti sarà a Tripoli per incontrare Sarraj: "Filtraggio per bloccare i profughi prima che entrino in Libia". Da Regioni e Comuni arriva la proposta di obbligare a lavori utili le persone che arrivano nel nostro Paese

"Contatti fra il governo di accordo nazionale libico e il governo italiano", lo conferma il Viminale dopo la notizia che a metà gennaio il ministro dell’Interno Marco Minniti sarà a Tripoli per stringere un patto di collaborazione con le autorità nordafricane per trovare una soluzione alla crisi dei migranti.

Il governo Gentiloni ha pronta la bozza di un accordo per bloccare le partenze dei barconi. "Considerato che -come spiega una fonte del Viminale a “La Stampa - circa il 90 per cento degli arrivi in Italia parte dalla Libia, stringere un accordo coi libici sarebbe fondamentale". Intese simili il governo italiano le sta negoziando anche col Niger e altri Paesi (nei giorni scorsi il ministro Minniti è stato in Tunisia e a Malta).

Il problema è che quando si parla di Libia non si parla di un’entità unica, ma di un Paese «balcanizzato» in cui il governo riconosciuto dall’Onu controlla solo una parte della Tripolitania. E quindi la difficile missione di Minniti sarà di rivolgersi al governo Sarraj, per attuare un "filtraggio" che, nelle intenzioni dei libici, potrebbe essere fatto non sulle coste, ma lungo il confine meridionale del Paese, alla frontiera con Niger e Ciad, i veri “buchi neri” dell'emergenza.

Sono 176.554 i profughi accolti in Italia: nel 2013 erano 22 mila

Quello del Governo è un tentativo per trovare soluzione ai flussi che continuano ad arrivare in Italia e abbassare la tensione che in questi giorni è esplosa con la rivolta al centro di Cona, dove "non c’è nessuna condizione di umanità", denuncia il deputato di Sinistra italiana Nicola Fratoianni.

Da Regioni e Comuni arriva la proposta di mettere nelle condizioni "di obbligare a lavori utili le persone che arrivano nel nostro Paese": la avanza il governatore toscano Enrico Rossi, e come lui sindaci come quello di Prato, Biffoni, e di Verona, Tosi.

La prima a dichiararsi contraria ai Cie "come li abbiamo conosciuti finora" è stata la vicesegretaria del Pd e presidente del Friuli, Debora Serracchiani: "La soluzione che si è dimostrata più idonea è quella dell'accoglienza diffusa e se tutti gli 8mila Comuni italiani la applicassero avremmo ridotto al minimo situazioni di crisi come quelle che si sono verificate al Cona di Venezia e altrove.

"Aprire un Cie per regione rallenterebbe solo le espulsioni degli immigrati irregolari e non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie - attacca dal blog di Grillo il Movimento 5 Stelle - Nuovi Cie servono solo ad ingrassare cooperative amiche del governo".  

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