In una "gabbia per uomini" fin dalla nascita, oggi ha conosciuto per la prima volta la libertà

Yousef era nato in un centro di detenzione per migranti in Libia sette mesi fa: oggi insieme a un gruppo di 98 rifugiati è arrivato in Italia grazie alla terza evacuazione umanitaria realizzata dall'Unchr dall'inizio del 2019. "Oltre 3.600 persone ancora detenute nei campi libici"

Il trasferimento dei rifugiati somali in una foto dell'agenzia Onu UNHCR/Mohamed Alalem

Una evacuazione umanitaria è stata portata a termine oggi dall'Unhcr: l'agenzia delle Nazioni Unite ha infatti condotto in Italia un gruppo di 98 rifugiati che si trovavano in Libia. Si tratta di eritrei, etiopi, somali e sudanese tra cui figurano anche 52 minori non accompagnati. 

Tutti erano trattenuto da oltre otto mesi nei centri di detenzione libici. Il più piccolo è Yousef, un bimbo somalo di sette mesi nato in un centro di detenzione e in viaggio insieme ai genitori.

Oltre 3.600 persone ancora detenute nei campi libici

"Oggi abbiamo trasferito al sicuro 98 persone, ma sono ancora poche rispetto alle migliaia che hanno bisogno di aiuto" spiega Jean-Paul Cavalieri, Capo della Missione per la Libia dell’UNHCR, che stima in oltre 3.600 le persone ancora detenute nei campi libici.

Prima dell’evacuzione, l’UNHCR ha ottenuto il rilascio dei rifugiati dai centri di detenzione e li ha trasferiti in un Centro di Raccolta e Partenza a Tripoli, dove hanno ricevuto cibo, riparo, cure mediche, supporto psico-sociale nonché abiti e prodotti igienici.

"L’evacuazione di oggi è un esempio di solidarietà, ringraziamo il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno e la Polizia di Frontiera per averlo reso possibile" chiarisce Roland Schilling, Rappresentante Regionale per il Sud Europa dell’UNHCR.

"Ci auguriamo che altri paesi seguano questo esempio e realizzino simili operazioni umanitarie salva-vita"

Con l'operazione odierna sale a 1.474 il numero di rifugiati vulnerabili assistiti dall’UNHCR ed evacuati dalla Libia nel 2019; tra essi, 710 sono stati trasferiti in Niger, 393 in Italia, e 371 sono stati reinsediati in Europa e Canada.

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