Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Milano

Orban-Salvini, l'asse contro i migranti "risveglia" l'opposizione: migliaia in piazza

L'incontro tra i leader sovranisti a Milano ("Una svolta è vicina per l'Europa" dicono Salvini e Orban) è stato il primo vero banco di prova di un'opposizione di piazza contro il governo: in migliaia hanno manifestato per un'Europa "senza muri"

È durato un'ora l'incontro fra il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orban nella sede della prefettura a Milano. Dichiarazioni di amicizia, e intesa politica su ogni tema. "Parole sagge". Così Salvini, ha commentato le parole di Orban, che lo ha definito un eroe. Dal successo di Salvini sul tema immigrazione, ha detto Orban, "dipende la sicurezza dell'Europa". Il ministro dell'Interno italiano "gode in Ungheria di un rispetto assolutamente rilevante" e di "riconoscenza e popolarità" perché "sta dimostrando che l'immigrazione può essere fermata anche in mezzo al mare. Prima di lui nessuno lo aveva fatto". Il premier ungherese attacca, poi, Macron che, sostiene, "è alla guida di una forza europea che sostiene l'immigrazione", mentre "dall'altra parte ci siamo noi che non vogliamo l'immigrazione illegale".

E al contempo ieri è stato il primo vero banco di prova di un'opposizione di piazza contro il governo. Il risultato è chiaro: un'opposizione c'è. Ci sono i partiti (Partito Democratico, Rifondazione, Liberi e Uguali) ma soprattutto ci sono le bandiere dei Sentinelli, della Cgil, di Action Aid, della Comunità di Sant'Egidio. 

Il leader del Carroccio ha ribadito che continuerà "a fare quanto fatto fino a oggi", anzi, precisa, dovesse riproporsi un nuovo caso Diciotti avrebbe lo "stesso identico atteggiamento". "Possono aprire inchieste e indagini - aggiunge -, ma non mi faranno assolutamente retrocedere o cambiare idea". "Siamo vicini a svolta storica a livello continentale. Possiamo unire energie diverse con un obiettivo comune", ha detto Salvini parlando di Orban. "Anche dal punto di vista economico il caso ungherese è da studiare. Lo dico visto che ci stiamo preparando ad affrontare la manovra economica". Il ministro dell'Interno ha elogiato il basso tasso di disoccupazione, l'alta crescita e la flat tax in vigore in Ungheria, che dimostrano "che un Paese può crescere investendo, spendendo e non tagliando e sacrificando".

Salvini-Orban: "L'immigrazione si può fermare"

In ogni caso quello con il presidente ungherese "è il primo di una serie di incontri" che Salvini avrà con altri rappresentanti politici europei, ma anche con Paesi del Nord Africa, Israele e Russia. "La nostra politica estera è a 360 gradi. Puntiamo a non avere nemici" sottolinea, mentre a proposito della missione del ministro Tria in Cina, spiega, che ha "l'obiettivo di costruire solidi rapporti economici e finanziari" tra i due Paesi. "Quella in Cina è la prima di una lunga serie di missioni" nella zona "per costruire solidi rapporti economici, industriali e finanziari. Perché se qualcuno intendesse speculare sulla pelle degli italiani, noi contiamo di avere un sostegno anche al di fuori dei confini europei". "Stiamo lavorando a una manovra economica seria che faccia crescere questo Paese a differenza delle precedenti. Stiamo lavorando in maniera compatta come governo a una manovra di crescita, di investimenti e di lavoro", dicendosi convinto, che "i mercati riconosceranno la bontà di questa manovra. Quindi non ho preoccupazioni".

Salvini accoglie Orban: "Siamo vicini a svolta storica a livello continentale"

"Cambiare i trattati europei resta una priorità mia e del governo", aggiunge Salvini, "ma chiediamo la collaborazione dei Paesi nostri vicini e quindi alla Francia". "Macron per primo dovrebbe dimostrare solidarietà e sensibilità e riaprire il confine di Ventimiglia". Quanto alla Libia "il governo francese oggi come allora non aiuta la stabilità, ma si muove solo e soltanto per interesse economico". In Libia, ha continuato, "non c'è una situazione di stabilità, che spero possa esserci il prima possibile", anche a causa del dissennato intervento militare che ha destabilizzato il Paese". Con la Germania, invece, dice il ministro, "siamo vicini a un accordo" sui movimenti secondari dei migranti. "Ereditiamo per incapacità o complicità alcuni milioni di presenze di migranti in Italia. Non possiamo permetterci di firmare alcun accordo che preveda la presenza di un migrante in più". In serata su Facebook scrive su un post: "La nostra Europa sarà fondata sul diritto al lavoro, alla vita, alla salute e alla sicurezza. Basta con la dittatura di finanza e immigrazione".

Opposizione in piazza a Milano

"L'Europa di Orbán non è la nostra, per questo oggi siamo scesi in piazza insieme a migliaia di milanesi che non vogliono vedere Milano e l'Italia svendute dal ministro Salvini, in nome della sua campagna elettorale permanente". Così il segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati, spiega il senso della manifestazione 'Europa senza muri', che si è tenuta in piazza San Babila, a Milano, con l'adesione e la partecipazione della federazione dem di Milano Metropolitana, che rappresenta anche la comunità del circolo Pd di Parigi che ha espresso pieno sostegno all'iniziativa.

"L'Europa di cui hanno bisogno Milano e l'Italia -spiega Bussolati- è forte e integrata, ben lontana da quella invece disgregata che ha in mente il premier Orbán, accolto oggi da Matteo Salvini nella nostra città". "Dopo la disastrosa gestione della vicenda della nave Diciotti, adesso Salvini - afferma Federico Fornaro, capogruppo Leu a Montecitorio -, con buona pace del M5S e nel silenzio del Presidente Conte, detta anche la politica estera dell'Italia portando il nostro Paese ai margini dell'Unione Europea". "L'Italia è sempre stata nel gruppo di testa dei fondatori della Cee prima e oggi dell'Ue", prosegue Fornaro. "Alleandosi con l'Ungheria di Orban e il gruppo di Visegrad - conclude -, Salvini fa compiere nostro paese una giravolta innaturale in politica estera che ci isola in Europa e ci avvicina a stati caratterizzati da regimi di democrazia illiberale".

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"Da qui è partita la Resistenza e da qui si può costruire una nuova Resistenza". A dare il senso della manifestazione di Milano "Europa senza muri" che ha detto chiaro e tondo il suo "no" al sovranismo di Salvini e Orbán è il presidente delle Acli Roberto Rossini che parla dal palco di una Piazza San Babila gremita di gente. Quindicimila persone secondo gli organizzatori, senz'altro tantissime per una giornata feriale di fine agosto.

"Quindi: Salvini incontra Orban, quello che è contro i ricollocamenti, e son pacche sulle spalle. Poi Conte incontra il premier ceco, l`altro di Visegrad, e si prende in faccia un sonoro no sui ricollocamenti. Esito: Italia sempre più sola e governo sempre più contro gli italiani, sempre più nemico degli italiani". Lo afferma in una nota Ivan Scalfarotto, componente della commissione esteri del Pd.
 

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