Martedì, 26 Novembre 2024
Immigrazione

Migranti morti in Sicilia: "Non avevano i soldi per compare il salvagente"

Racconto choc di uno dei sopravvissuti alla tragedia del trenta giugno scorso: "I compagni di viaggio che sono morti non avevano i soldi per il salvagente. Erano nella stiva per bilanciare il peso"

ROMA - Erano gli ultimi tra gli ultimi. Erano lì perché dovevano bilanciare il peso della nave i quarantacinque migranti morti a bordo di un peschereccio nella notte tra domenica e lunedì scorso al largo di Pozzallo, nel Canale di Sicilia. 

"Noi siriani avevamo comprato il salvagente a differenza dei compagni di viaggio di colore che non hanno soldi per farlo" ha raccontato uno dei sopravvissuti agli inquirenti. Nelle immagini girate proprio da un profugo siriano si vedono i migranti chiedere aiuto mentre si avvicina la nave Chimera della Marina Militare che ha prestato i primi soccorsi. 

Poco prima, era passato di lì un un peschereccio tunisino, ma era stato subito allontanato dagli scafisti perché altrimenti "avrebbero perso il loro guadagno". Il racconto dei siriani è terrificante: i migranti africani, i più poveri, restavano nella stiva senza poter respirare, senza acqua e senza cibo e chi provava ad aiutarli veniva subito allontanato. Il loro peso, spiega chi ce l'ha fatta, serviva per bilanciare il peso del peschereccio. 

I loro corpi ora sono a Pozzallo all'interno della cella frigorifera allestita in un capannone della Protezione civile. "Li metteremo poi a disposizione dei parenti o degli amici che li vorranno identificare" ha chiarito il medico legale, Francesco Coco. 

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