Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Strage di migranti nel Canale di Sicilia: si temono 90 vittime

L'allarme è stato lanciato dalle Nazioni Unite

Foto di archivio

Un barcone con circa novanta persone a bordo - secondo fonti delle Nazioni Unite riprese da France Press e Reuters - si è ribaltato al largo della Libia, nel Canale di Sicilia. Il timore è che i migranti a bordo, principalmente di origini pakistane, possano essere morti.

Secondo Olivia Headon, portavoce dell'Oim, l'Organizzazione internazionale sui migranti, "dieci corpi sono stati trovati sulle coste libiche". Tra questi ci sono otto pakistani e due libici. Ci sono tre sopravvissuti.

Poche ore fa, in occasione del primo anniversario della firma del Memorandum d'intesa sottoscritto tra Italia e Libia il 2 febbraio 2017 per impedire le partenze di migranti e rifugiati verso l'Europa, Amnesty International aveva denunciato che migliaia di persone restano ancora intrappolate nei campi di detenzione libici dove la tortura è all'ordine del giorno. "Un anno fa il governo italiano, appoggiato da quelli europei, ha sottoscritto un equivoco accordo col governo della Libia a seguito del quale migliaia di persone sono finite intrappolate nella miseria, costrette a subire tortura, arresti arbitrari, estorsioni e condizioni di detenzione inimmaginabili nei centri diretti dalle autorità libiche", dichiara Iverna McGowan, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le Istituzioni europee. Secondo il Memorandum, l'Italia avrebbe collaborato con le autorità militari e di controllo delle frontiere della Libia per "fermare le partenze dei migranti irregolari".

In realtà, secondo Amnesty, si è impedito ai migranti, così come ai rifugiati, di raggiungere l'Europa.

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