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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Il naufragio / Agrigento

Rokia è morta a due anni con i polmoni pieni d'acqua, i medici: "Come in guerra..."

La piccola era su un barchino che si è ribaltato a poca distanza da Lampedusa. Il racconto dei soccorritori. Sull'isola proseguono gli sbarchi e il ministro Salvini incontra gli amministratori locali

Nessuna tregua per Lampedusa. Un barcone alla deriva, con a bordo 161 migranti, è stato soccorso la notte scorsa al largo dell'isola dalla guardia costiera. Il gruppo era composto da uomini originari di Siria, Pakistan, Etiopia, Bangladesh ed Egitto. Secondo quanto hanno riferito dai migranti, sono partiti dalla Libia venerdì scorso. Sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola dove al momento ci sono 254 ospiti. 

Si tratta dell'ennesimo sbarco a poche ore dal naufragio di ieri quando Rokia, una bimba di due anni e mezzo, è morta dopo essere caduta in mare. Lei, la mamma e gli altri migranti che erano su un barchino, sono finiti in acqua e sono stati soccorsi da guardia di finanza e guardia costiera. I medici hanno lottato per salvare la piccola, ma i polmoni erano pieni di acqua. "Abbiamo fatto tutto quello che era umanamente possibile, abbiamo rianimato Rokia per più di un'ora, ma non c'è stato nulla da fare. Il polmoni della bimba erano pieni di acqua. Era già morta. E per noi, ogni volta, è una sconfitta. Perché non siamo mai pronti...", dice all'AdnKronos Rosalba Tantillo, la responsabile dell'area emergenza dal Poliambulatorio di Lampedusa. "Cercavamo di trovare un respiro, un segno sull'elettrocardiogramma, ma niente - continua la dottoressa Tantillo - Per noi è un dolore immenso vedere spegnere una vita, di una bimba poi...". 

"La bambina è stata portata, in stato di incoscienza, alle 16, in guardia medica - racconta l'infermiere Franco Galletto - Indossava ancora una calzamaglia intrisa di acqua. Io l'ho tenuta in braccio. Già in ambulanza avevamo capito che non si riusciva a rianimare. Ma la speranza c'è sempre. Le accarezzavo quelle belle treccine nere. Ma non dava segni di vita. Quanti bimbi senza vita ho tenuto in braccio negli anni...". In guardia medica la piccola stata spogliata e riscaldata. "Abbiamo usato persino un phon per provare a riscaldarla", dice Tantillo. Ma dopo un'ora di manovre rianimatorie i medici si sono dovuti arrendere.

"Non ci si abitua mai - racconta Veronica Billeci, un'altra dottoressa della guardia medica - . Eravamo pronte a ogni sofferenza, ma non pensavamo di fare i medici di guerra...". 

Sulla vicenda la Procura ha aperto un'inchiesta, a carico di ignoti, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte quale conseguenza di altro reato. I poliziotti della squadra mobile, coordinati dal procuratore reggente Salvatore Vella, hanno già iniziato ad ascoltare tutti i migranti che erano su quel barcone: si proverà a ricostruire cosa sia successo e perché il natante si è ribaltato, oltre a identificare gli eventuali scafisti.

La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio, nelle stesse ore in cui è arrivato sull'isola il vicepremier Matteo Salvini, con la compagna Francesca Verdini, sull'isola per incontrare gli amministratori e la Guardia costiera.

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