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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca

Migranti, oltre 200 morti in pochi giorni nel Mediterraneo

L'organizzazione mondiale delle migrazioni riferisce di un naufragio vicino alle coste libiche nel quale avrebbero perso la vita 113 persone. Altri 80 migranti sono morti tentando di raggiugnere Pozzallo. Almeno 6000 persone sono in arrivo nei porti italiani

Ottanta migranti morti nel tentativo di raggiungere il porto di Pozzallo. Altri 113, tra cui 30 donne e nove bambini, sono annegati davanti alle coste di Az Zawyah, in Libia. Il Mediterraneo è ormai un enorme cimitero d'acqua senza croci, che negli ultimi giorni ha risucchiato 200 vittime.

A riferire del secondo naufragio è l'Oim, l'organizzazione mondiale delle migrazioni. "Ce lo hanno rifrito i nostri colleghi in Libia - ha spiegato il portavoce Oim Flavio De Giacomo - Hanno parlato con i sette sopravvissuti, sei uomini e una donna, che hanno spiegato di essere saliti su un gommone in 120. Sono 113 le persone disperse, probabilmente annegate". 

Dall'inizio dell'anno, oltre 43mila persone sono state salvate nel Mediterraneo e oltre 1150 sono morte o scomparse nel tentativo di raggiungere le coste europee, come rivelano i dati dell'Unhcr. Secondo l'agenzia Onu, solo negli ultimi due giorni nei porti siciliani e calabresi sono sbarcati oltre 2100 migranti. Un numero destinato ad aumentare, visto che nel fine settimana sono state salvate oltre seimila persone che ora sono in arrivo in Italia. 

Al porto di Catania è sbrcata la nave "Sirio" della Marina Militare, con a bordo 541 migranti salvati in sei operazioni di soccorso nel mare Mediterraneo. "Il numero totale di morti dall'inizio dell'anno è di circa 1150. Un migrante su 35 non esce vivo da questa traversata, ed i dati in nostro possesso lasciano ipotizzare un ulteriore incremento della mortalità per il 2017 - ha spiegato a CataniaToday Medea Savary, referente comunicazione per l'Unhcr in Sicilia - Immaginate cosa pensa chi deve affrontare questo viaggio con i propri familiari".

L'intervista di CataniaToday

intervista catania unhcr-2
"Per quanto riguarda le indagini sulle Ong - continua la Savary - ribadiamo che il miglior metodo per distruggere i trafficanti è quello di non averne bisogno. Se ci fossero dei corridoi umanitari, delle vie per poter accedere legalmente in Europa, si risolverebbe il problema dei traffici illeciti in un istante. Che ben vengano le indagini della magistratura sulle presunte irregolarità".
 

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