Domenica, 29 Novembre 2020

Pietro, il comandante che ha detto no: "Salvini sa cosa significa avere 50 naufraghi a bordo?"

Tiene banco il nuovo caso migranti. Pietro Marrone, 50 anni, è l'ex pescatore di Mazara al comando della Mare Jonio che non si è fermato all'alt della Finanza: "Un dovere portare persone vive a terra. Potrebbero essere miei figli"

Scendono dalla Mare Jonio i migranti arrivati al molo di Lampedusa, 19 marzo 2019. I migranti vengono fatti salire sui mezzi delle forze dell'ordine. ANSA/ELIO DESIDERIO

Tiene banco il nuovo caso migranti, con l'arrivo della nave Mare Jonio a Lampedusa e il sequestro dell'imbarcazione, dopo lo sbarco dei 49 migranti. Non arrestare nessuno e sequestrare la nave, è questa l'intesa - anche politica - raggiunta nella giornata di ieri. Nella notte la Guardia di Finanza ha notificato al comandante della Mare Jonio il sequestro probatorio della nave, disposto dalla procura di Agrigento che indaga per  favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In questo clima, il Senato si prepara a votare oggi sull'immunità al ministro dell'Interno per il caso Diciotti. Non è in dubbio il risultato, ma le defezioni tra i 5 stelle sono certe. Ma il governo va avanti unito con una linea dura sull'immigrazione.

Lampedusa, sequestro  dell'imbarcazione

I naufraghi sono stati accompagnati dalle forze del'ordine nell'hotspot di contrada Imbriacola.  Stamattina l'equipaggio della nave sarà interrogato dal Procuratore aggiunto Salvatore Vella, insieme con un pubblico ministero. Saranno anche sentiti i migranti che erano a bordo. La Procura cercherà di capire se l'equipaggio ha agito per "stato di necessità". Subito dopo valuterà il da farsi. 

Chi è il comandante della nave? Pietro Marrone è stato convocato d'urgenza nella notte dalle fiamme gialle di Lampedusa. Marrone si é recato in caserma accompagnato dall'armatore Beppe Caccia e dal deputato di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto. 

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Pietro Marrone, il comandante della Mare Jonio

Pietro Marrone, 50 anni, è un ex pescatore di Mazara. Ieri ha ignorato l’alt della Finanza, i motori non li ha spenti perché era in mare aperto: “Non potevo fermarmi in mezzo alla tempesta” dice in un'intervista a Repubblica. E aggiunge: “Salvini non ha mai avuto la responsabilità che ho avuto io. Il dovere di portare persone vive a terra. Potrebbero essere miei figli. Ma Salvini lo sa cosa significa avere 50 naufraghi a bordo?". Il comandante non fa passi indietro nonostante il sequestro dell'imbarcazione. "Voi cosa avreste fatto?" domanda ai presenti.

Al comando dei motopesca di Mazara del Vallo ha attraversato per decenni quel tratto di mare. "Pochi anni fa - scrive Nello Scavo su Avvenire, che dedica un lungo ritratto all'uomo -  uno dei suoi pescherecci rientrò a Mazara del Vallo nello sconcerto della marineria che dalla banchina osservava il miracolo di una strage mancata. I guardacoste avevano sparato ad altezza d’uomo, squarciando lo scafo e mancando d’un soffio i pescatori che avevano gettato le reti in acque internazionali". La cosiddetta guardia costiera libica lui la conosce, e difficilmente permetterebbe che prendesse in consegna anche un solo migrante della nave di cui è al comando.

"Abbandonare esseri umani tra i flutti per un pescatore non è solo un reato umanitario, è prima di tutto un tradimento - scrive il quotidiano della Cei - Consegnarli ai libici, poi, equivale a commettere il reato di “respingimento”, previsto dalle norme internazionali per chiunque consegni i naufraghi alle autorità di un Paese in alcun modo considerato “porto sicuro”. E neanche il governo italiano ha mai riconosciuto la Libia come tale". 

mediterranea ansa-2

Migranti, Zingaretti: "Il governo non ha una politica sull'immigrazione"

La vicenda della nave Mare Jonio "conferma che questo governo non ha una politica sull'immigrazione. I confini vanno difesi con una politica estera, invece noi prendiamo atto che non esiste alcuna politica italiana sul tema". Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti intervenendo a Cartabianca su Rai3.

Sull'immigrazione, ha sostenuto, "si creano occasioni solo per fare polemica politica, il governo trasforma i flussi migratori in grandi eventi mediatici. I profughi in mare vanno salvati ma da noi - ha ribadito Zingaretti - non c'è una politica estera verso i Paesi da cui arrivano i migranti. E non c'è una politica europea perché nell'Ue siamo isolati". Insomma oggi "siamo di fronte all'ennesimo bluff del governo per prendere voti".

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Salvini: "Mare Jonio fa traffico di esseri umani"

"E' certo che questa imbarcazione non abbia soccorso naufraghi che rischiavano di affogare ma sia inserita in un traffico di esseri umani: organizzato, concordato e programmato. Conto quindi che nei prossimi minuti o al più nelle prossime ore arrivi dall'autorità giudiziaria e dalle forze dell'ordine quello che consegue a chi viola la legge". Lo ha detto il ministro Matteo Salvini a Radio Radio. La nave batte bandiera italiana, ma sono stati commessi dei reati, ha spiegato: "Il primo reato commesso è di aver ignorato per due volte l'alt della Guardia di Finanza: è come non fermarsi a un posto di blocco. Cosa vi succede? Vi inseguono e vi arrestano. Questi - ha riassunto il ministro - se ne sono fregati della Guardia di Finanza, se ne sono fregati della Guardia costiera libica, poi sono passati di fronte a Malta senza dire nulla, ci sono tracce evidenti di contatti con altri soggetti...più chiaro di così. Quello che parla a nome di questa nave è un esponente dei centri sociali, pluripregiudicato".

Niente altro che una provocazione politica, ha aggiunto il ministro dell'Interno, "che ha messo a rischio 50 vite. Perchè se tu recuperi 50 esseri umani vicino alla Libia e invece di portarli in Libia, in Tunisia o a Malta che è più vicino e più sicuro, fai centinaia di chilometri per arrivare in Italia, metti a rischio la tua vita e quella degli immigrati che dici di aver soccorso e che invece stai usando per fare propaganda politica. Ma ognuno risponde alla sua coscienza per quello che fa". "La cosa squallida - ha concluso - è che provano a farsi passare per buoni quelli che mettono a rischio decine di vite".

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