Domenica, 1 Agosto 2021
Immigrazione

Migranti, il pm di Siracusa: "Nessun legame tra Ong e trafficanti"

Il Procuratore Francesco Paolo Giordano in Senato: "Alcune Ong hanno un atteggiamento poco collaborativo, ma si tratta di un atteggiamento ideologico". La Cei: "Fuoco politico vergnognoso"

Immagine d'archivio

È scontro tra Procure sul caso delle Ong che operano nel Mediterraneo, con gli inquirenti di Siracusa che smentiscono i colleghi catanesi sui presunti contatti tra le organizzazioni umanitarie e scafisti in partenza dalla Libia.

"Non ci risultano riscontri investigativi o elementi" su "collegamenti obliqui o inquinanti" tra chi gestisce il traffico dei migranti via mare e le Ong che partecipano alle operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, ha precisato oggi il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano, in un’audizione alla Commissione Difesa del Senato, tornando sulle dichiarazioni del procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro che sarà invece sentito domani. 

"A noi non risulta di asseriti collegamenti, obliqui o inquinanti tra Ong e trafficanti - ha spiegato - eppure abbiamo sentito centinaia di persone. C’è Ong e Ong, c’è struttura e struttura: alcune hanno navi perfettamente equipaggiate, conformi ai codici di navigazione, e collaborano con la polizia giudiziaria, altre hanno navi meno soddisfacenti dal punto di vista delle dotazioni e non hanno un atteggiamento pienamente collaborativo". Secondo Giordano questo "non va interpretato come ostacolo alle indagini o favoreggiamento di altri reati, ma come un atteggiamento ‘ideologico’, coerente con chi è più a favore del migrante che della polizia giudiziaria".

E oggi nella polemica è intervenuto anche il Vaticano, per bocca di Gian Paolo Perego, direttore generale delle fonazione Migrantes. "Sempre e in ogni occasione è giusto che la Procura e la Magistratura sia vigile e assuma conoscenze sulla situazione attuale nel Mediterraneo, perché i migranti non siano doppiamente vittime", ha detto Mons. Perego: però, il fuoco politico "indistintamente sulle nove ONG che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane - difronte alle morti che sono passate a oltre 5 mila nel 2016 rispetto alle 3 mila del 2015 - con risorse di fondazioni bancarie e di privati, della società civile è stato un atto, lo ripeto, ipocrita e vergognoso".

"Sono troppi coloro che stiamo accogliendo? 175.000 persone se accolte in maniera diffusa negli ottomila comuni italiani, valorizzando percorsi personali di accompagnamento e di integrazione, utilizzando le risorse disponibili per un servizio nuovo e per figure, educatori, mediatori etc., che possono essere utili per creare e favorire dialogo e inserimento sociale sul territorio credo sia un atto intelligente e di responsabilità. Tanto più in un Paese che sta morendo, nel 2016 150.000 morti in più rispetto alle nascite, e che può trovare un suo futuro in percorsi di ‘meticciato’, come più volte ha detto il card. Scola, come è sempre avvenuto nella storia italiana, questa volta in maniera pacifica. E’ chiaro - ha concluso Perego - che anche nell’accoglienza diffusa dei migranti l’Europa deve finalmente svegliarsi dal sonno e promuoverla in tutti i e 27 paesi europei".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Migranti, il pm di Siracusa: "Nessun legame tra Ong e trafficanti"

Today è in caricamento