Migranti, nuovi arrivi su barchini e tir frigorifero: Salvini apre lo scontro con l'Ue

In tre erano nascosti in una cella frigo di un tir proveniente dalla Grecia mentre un centinaio di migranti sono sbarcati sulle coste dell'agrigentino nelle ultime 24 ore. E mentre Msf torna in mare con Sos Mediterranée si acuisce lo scontro tra l'Italia e l'Europa

Msf e Sos Mediterranée tornano in mare per salvare i naufraghi (Foto di archivio da Msf)

Versa in gravi condizioni un immigrato che insieme ad altri due extracomunitari è arrivato sabato 20 luglio nel porto di Brindisi, dopo un viaggio infernale all'interno di un'angusta cella frigo di un Tir proveniente dalla Grecia. La scoperta, come riferito da Brindisireport è stata fatta dagli uomini dell’ufficio delle Dogane, dalla Capitaneria di porto e dai militari della guardia di finanza.

Ma nuovi mini sbarchi vengono registrati quasi quotidianamente a Lampedusa: 49 persone sono arrivate nell'isola con due differenti imbarcazioni venerdì, mentre una imbarcazione con 29 migranti è stata soccorsa dalla Guardia Costiera sabato. E altri 33 sono sbarcati tra i bagnanti di una spiaggia dell'agrigentino per poi provare a darsi alla fuga. Uno sbarco gemello di quello avvenuto venerdì che ha visto l'approdo di 47 migranti, di cui 20 risultano ancora in fuga. 

Migranti, Msf torna in mare con Sos Mediterranée

Sul campo dei soccorsi si registra il ritorno in mare di Medici senza frontiere con l'ong francese Sos Mediterranée a bordo di una nuova nave, la Ocean Viking, che condurrà attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale.

''Per un anno, ormai, siamo stati testimoni di un deterioramento nella capacità di risposta dell'Unione Europea di fronte alla tragedia umana che si sta sviluppando nel Mediterraneo - dice Frédéric Penard, capo delle operazioni di Sos Mediterranée - L'Operazione Sophia dell'Ue ha ritirato i suoi asset navali, gli Stati membri dell'UE hanno continuato le dure campagne di criminalizzazione delle navi di soccorso della società civile e soprattutto, non è stato ancora creato un meccanismo di sbarchi coordinato, sostenibile e condiviso in accordo con la legge marittima''. 

''L'inerzia degli Stati Membri dell'Unione Europea nella creazione di un meccanismo di ricerca e soccorso nel Mediterraneo che fosse condiviso, sostenibile e prevedibile, lascia alla società civile il compito di tornare in mare e salvare vite'', dice Sophie Beau, co-fondatrice di Sos Mediterranée.

Migranti, Salvini apre lo scontro con l'Europa

Tuttavia più che inerzia si dovrebbe parlare di gelo: dopo il vertice dei ministri dell'interno europei si registra l'accuirsi dello scontro tra Italia e Francia. Salvini ha annunciato di aver inviato una lettera al governo Macron in cui annuncia come l'Italia non sia più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa.

"Francia e Germania non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei Paesi più esposti come noi e Malta. Intendiamo farci rispettare e ribadire che non siamo più il campo profughi di Bruxelles, Parigi e Berlino. L'ho spiegato a Helsinki e l'ho messo nero su bianco al mio omologo francese Castaner. L'Italia ha rialzato la testa''.

All'incontro di mercoledì scorso è sfumato l'obiettivo di un accordo e si sono ampliate le differenze. Italia e Malta hanno chiesto di rendere obbligatoria la ripartizione dei migranti in hotspot aperti in tutti i 28 Paesi membri, ma Horst Seehofer (Germania) e Christophe Castaner (Francia) hanno spinto per far approvare un documento che riaffermerebbe Malta e l'Italia come gli unici porti "sicuri e più vicini" dove sbarcare tutti gli immigrati. Proponendo una volontaria coalizione di Stati impegnati nella redistribuzione dei migranti dopo lo screening e la registrazione.

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