Domenica, 18 Aprile 2021

Aquarius, da sola nel Mediterraneo: "Ormai siamo l'unica nave Ong per i salvataggi"

A bordo della nave di SOS Mediterranee ci sono 141 migranti soccorsi al largo della Libia: "Siamo molto preoccupati che possano esserci altre imbarcazioni in difficoltà". Il ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Non vedranno mai un porto italiano"

FOTO TWITTER/SOS MEDITERRANEE/MANGIAPANE

Crollo degli sbarchi di migranti nei primi sette mesi dell'anno. Secondo i dati pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno, dal 1 gennaio fino al 10 agosto 2018 sono arrivati sulle nostre coste 18.910 migranti, ovvero l'80,49% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando giunsero in Italia, attraversando il Mediterraneo, 96.932 stranieri, la maggior parte provenienti dalla Libia. In confronto allo scorso anno, gli sbarchi in base alle sole partenze dalle coste libiche, sono diminuiti dell'86,92% (12.098 contro i 92.473 del 2017).

Aquarius, Salvini: "Mai in Italia"

La Nave Aquarius "non vedrà mai un porto italiano". Lo ha confermato il ministro dell'Interno Matteo Salvini nel corso di un'intervista al Giornale Radio Rai, sottolineando che l'unità (in utilizzo alla Ong SOS Mediterranee e con a bordo volontari di Medici Senza Frontiere e attualmente 141 migranti soccorsi al largo della Libia, ndr) "è di proprietà di un armatore tedesco e batte bandiera di Gibilterra".

A giugno la nave Aquarius aveva soccorso 630 migranti ma non aveva ottenuto il via libera per attraccare in un porto italiano e quindi era scattata una operazione di trasferimento a Valencia, con il supporto di nave Orione, della Marina militare italiana, e di nave Dattilo, della Guardia costiera italiana, unità sulle quali erano stati trasferiti molti di quei 630 perché diversamente la nave dell'Ong non ce l'avrebbe fatta a navigare in sicurezza fino alle coste spagnole.

La Ong: "Siamo soli"

Oltre la metà delle 141 persone salvate dalla nave della Ong ha meno di 18 anni. "Essendo l'unica nave ONG di ricerca e salvataggio nella zona, siamo molto preoccupati che possano esserci altre imbarcazioni in difficoltà che hanno bisogno di aiuto" fanno sapere dalla Ong.

Nuovo sbarco in Calabria

Settantadue migranti sono sbarcati sulla spiaggia di Capo Bruzzano, nel territorio di Africo, in provincia di Reggio Calabria. Erano a bordo di una barca a vela battente bandiera turca che si è arenata. Una trentina di migranti si sono tuffati in mare raggiungendo a nuoto la terra ferma. Gli altri sono stati soccorsi dalla guardia costiera e portati a Roccella Ionica.  I migranti sono di nazionalità curda irachena e afghana e tra loro ci sono 12 minori e venti donne: tutti sono apparentemente in buone condizioni di salute e sono stati sottoposti alle procedure di riconoscimento e portati nelle strutture di accoglienza mentre l’imbarcazione è stata sequestrata e condotta nel porto di Roccella Ionica.  

Salvini ha anche parlato dei migranti sbarcati nelle ultime ore sulle coste calabresi: "Stiamo monitorando tutto con le forze dell'ordine". ''Nelle scorse ore un nuovo sbarco di migranti in Calabria che, ancora una volta, ha accolto senza esitazione un gruppo di persone in difficoltà. Grazie a chi si è impegnato a dare un sostegno concreto nelle operazioni di soccorso. #Restiamoumani'' scrive invece su twitter il senatore Pd, Ernesto Magorno, in relazione allo sbarco di migranti avvenuto nelle scorse ore a Capo Bruzzano (RC).

Migranti, "vite salvate" nel deserto

Centoventotto migranti provenienti dall'Africa occidentale, tra cui otto donne e 14 bambini, sono giunti questa settimana nel Nord del Niger dopo essere stati soccorsi nel deserto vicino all'Algeria. Lo ha riferito l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) sulla sua pagina Facebook, senza specificare se siano stati respinti dalle autorità algerine. Il salvataggio è avvenuto nel deserto di Assamaka, tra il Niger e l'Algeria. I sopravvissuti sono "arrivati a piedi" e "hanno ricevuto cure ospedaliere", ha dichiarato l'agenzia. Si tratta di cittadini di 11 Paesi, tra cui Nigeria, Benin, Guinea Conakry, Guinea Bissau, Costa d'Avorio, Mali, Gambia, Liberia, Camerun e Senegal. Secondo l'Oim, un centinaio di loro sono stati accolti nel centro di transito della città mineraria di Arlit, nel nord del Niger. Altri hanno rifiutato l'assistenza delle Nazioni Unite e "hanno deciso di ritentare la fortuna in Algeria".

"Migranti, meno sbarchi ma più morti in mare e internati in Libia": dure accuse di Amnesty

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