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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Migranti

Migranti, dopo Msf si sfilano anche Sea-Eye e Save The Children: "Sicurezza a rischio"

Ventiquattro ore dopo Medici Senza Frontiere altre due organizzazioni non governative hanno annunciato la sospensione temporanea delle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo. La Ong tedesca: "Lasciamo un vuoto mortale"

Ventiquattro ore dopo Medici Senza Frontiere altre due ong internazionali, la tedesca Sea-Eye e Save The Children, hanno annunciato la decisione di sospendere le operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo.

Quella di Sea-Eye è una decisione "dovuta alla mutata situazione di sicurezza nel Mediterraneo occidentale dopo l’annuncio del governo libico di un’espansione indefinita e unilaterale delle sue acque territoriali, combinata con un’esplicita minaccia alle ong private", ha commentato il presidente della ong Michael Buschheuer.

"Impossibile garantire sicurezza a nostri equipaggi"

"Continuare il nostro lavoro di salvataggio non é più possibile in queste circostanze, e non possiamo più garantire la sicurezza dei nostri equipaggi. Oggi abbiamo deciso con gran cuore - ha annunciato il presidente di Sea Eye via Twitter e Facebook - di sospendere temporaneamente le nostre missioni di salvataggio nel Mediterraneo. Ho informato i nostri equipaggi e i capitani di questa decisione. Il motivo è la mutata situazione di sicurezza nel mediterraneo occidentale, dopo che il governo libico ha annunciato una proroga a tempo indeterminato e unilaterale delle acque territoriali, in relazione ad una minaccia esplicita contro le ong private. In queste circostanze, non è possibile proseguire il nostro lavoro di salvataggio. Sarebbe irresponsabile nei confronti dei nostri equipaggi".

"Lasciamo un vuoto mortale nel Mediterraneo"

 "Lasciamo un vuoto mortale nel Mediterraneo - ha sottolineato Buschheuer -. Faccio appello al governo Italiano e alle forze dell’operazione Sophia dell’Unione Europea affinché facciano finalmente tutto il possibile per porre fine alla morte di coloro che scappano. Centinaia di migliaia di persone sono arrivate nell’inferno libico durante la loro fuga e sono esposte alla mercé di banditi, trafficanti e milizie dei vari governi. I rifugiati perdono ora la loro ultima possibilità di fuggire dalla Libia".

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Infine, il fondatore di Sea-Eye ha espresso l’auspoicio che l’annuncio della Cancelliera Merkel di aiutare le organizzazioni per i rifugiati delle nazioni unite a intervenire nella crisi umanitaria in Libia "non rimanga solo una vana promessa". Dall’inizio delle sue operazioni nell’aprile 2016, Sea-Eye ha salvato circa 12.000 persone. E "centinaia di volontari hanno lavorato volontariamente e senza essere pagati a bordo delle due navi Sea-Eye e Seefuchs", sottolinea la stessa ong.

Save the Children, Vos Hestia ferma a Malta

Nelle ultime ore anche Save The Children ha fatto sapere di aver momentaneamente interrotto le operazioni di soccorso. 

"Save the Children sta valutando l’evolversi dell’intero scenario dopo la dichiarazione della Marina libica di voler estendere il controllo e il divieto alle navi delle ONG nelle acque internazionali che fanno parte della SAR zone e la nave Vos Hestia resta ferma a Malta in attesa di capire se ci sono le condizioni di sicurezza per riprendere le operazioni", si legge in un comunicato diffuso dalla Ong.

"L’Organizzazione si rammarica di dover essere costretta a mettere in pausa le proprie operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo a causa delle decisioni dalla Marina Libica di controllare le acque internazionali in cui normalmente opera la nave di Save the Children con l’obiettivo di salvare vite umane. Si tratta di una situazione molto preoccupante per il rischio di sicurezza dello staff e per la reale capacità della Vos Hestia di mettere in atto la propria missione di soccorso".

La decisione di Msf

Solo ieri Msf aveva annunciato la sospensione delle attività di salvataggio dei migranti in polemica con un ambiente "sempre più ostile alle operazione salvavita e di soccorso". 

Una decisione, quella di Msf, arrivata appena una settimana dopo l’annuncio del dispiegamento di navi militari italiane all’interno delle acque libiche, per aumentare la capacità delle guardie costiere libiche di intercettare migranti e rifugiati e riportarli in Libia.

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"Se queste dichiarazioni verranno confermate e gli ordini attuati, vediamo due gravi conseguenze: ci saranno più morti in mare e più persone intrappolate in Libia" ha dichiarato Loris De Filippi, presidente di MSF. "Se le navi umanitarie vengono spinte fuori dal Mediterraneo, ci saranno meno navi pronte a soccorrere le persone prima che anneghino. Chi non annegherà verrà intercettato e riportato in Libia, che sappiamo essere un luogo di assenza di legalità, detenzione arbitraria e violenza estrema".

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