Migranti, Open Arms verso Lampedusa: “Il Tar ha sospeso il divieto di ingresso in acque italiane”

L’annuncio della ong spagnola, che ieri aveva presentato un esposto d’urgenza. Il Viminale farà ricorso al Consiglio di Stato e Trenta invia navi militari per i soccorsi

Una decisione senza precedenti: Open Arms ha annunciato che il Tar del Lazio ha sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo. Per questo motivo la nave della ogni spagnola, che ieri aveva presentato un esposto d’urgenza al Tar, ha fatto sapere che si sta dirigendo verso Lampedusa. "Il Tar ci dà ragione e dispone che alla nostra imbarcazione venga consentito l'ingresso in acque territoriali italiane per dare soccorso alle persone a bordo", ha detto Open Arms.

"A seguito del ricorso presentato dai nostri legali - spiegano in una nota - presso il TAR del Lazio in data 13 agosto 2019, nel quale facevamo presente la violazione delle norme di Diritto Internazionale del mare in materia di soccorso presenti all'interno del Decreto Sicurezza Bis, lo stesso oggi risponde riconoscendo la suddetta violazione nonché la situazione di eccezionale gravità ed urgenza dovuta alla permanenza protratta in mare dei naufraghi a bordo della nostra nave, e dispone quindi la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo".

"Siamo lieti di constatare come ancora una volta, dopo il Tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare ribadendo la non violabilità delle Convenzioni Internazionali e del Diritto del Mare. Seguendo le indicazioni del Tar dunque, ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti".

Due navi della marina militare italiana scortano a distanza la nave di Open Arms, che naviga a 3 nodi verso le acque territoriali italiane. Ieri sera, a quanto si apprende da fonti della Difesa, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dopo essersi messa in contatto con il tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei minori a bordo, aveva dato mandato al Capo di stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli di ordinare alla Marina militare di spostare nei pressi della Open Arms due navi del dispositivo Mare Sicuro, pronte ad effettuare il trasbordo dei 32 minori. Nelle ultime 24 ore, riferiscono le stesse fonti, il ministro Trenta si era messa in contatto con le altre autorità di governo competenti per arrivare allo sbarco dei 32 minori che si trovano a bordo della nave, da 13 giorni in navigazione in acque internazionali.

Nel Mediterraneo c'è anche un'altra nave di una ong norvegese, la Ocean Viking, dove si trovano 356 migranti. Le condizioni a bordo delle due navi sono sempre più critiche e con tensioni crescenti. 

Il Viminale annuncia il ricorso al Consiglio di Stato

"Un avvocato del Tar del Lazio vuole dare il permesso a sbarcare in Italia una nave straniera carica di immigrati stranieri e io ancora nelle prossime ore firmerò il mio no", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini parlando a Recco. Il Viminale ha poi confermato in una nota: "Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto ingresso nelle acque territoriali italiane: la motivazione è che ai fatti citati nel provvedimento sub judice se ne sono aggiunti altri. Per giorni, Open Arms si è infatti trattenuta in acque sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l'obiettivo politico di portarle in Italia". Il Viminale contesta la decisione del Tar e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato.

Poche ore prima dell'annuncio della decisione del Tar, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva chiesto a Salvini di intervenire per far sbarcare la Open Arms e la Ocean Viking, ma era arrivato l’ennesimo no. “Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, mi ha scritto per lo sbarco di alcune centinaia di immigrati a bordo di una Ong che, però è una Ong straniera in acque straniere. Gli risponderò garbatamente che non si capisce perché debbano sbarcare in Italia”, aveva detto il titolare del Viminale da Genova. Fonti da palazzo Chigi hanno poi fatto sapere che Conte aveva chiesto nella sua lettera di “mettere in sicurezza i minori” a bordo della nave, agendo in coerenza rispetto a quanto fatto finora dal governo secondo le norme che impegnano a dare assistenza ai minori e alle persone in difficoltà.

Situazione critica sulla Open Arms e sulla Ocean Viking

Il fondatore di Open Arms, Oscar Camps, aveva descritto in un’intervista alla radio spagnola Cadena Ser le difficili situazioni a bordo, tra risse, situazione igienico-sanitaria ormai allo stremo e condizioni meteo sfavorevoli. 

A bordo ci sono solo due bagni per 170 persone, comprendendo migranti ed equipaggio, stipati in 180 metri quadrati in totale, mentre la nave si trova in balia di onde alte fino a due metri. I migranti sono allo stremo e ormai si litiga per il “cibo, per i posti all’ombra o al sole, per la figlia ai bagni”. In queste condizioni, ha detto Camps, potrebbe “deflagrare un’esplosione di violenza” che “trasformerebbe tutto in una tragedia”. Per Open Arms si sono mosse anche diverse personalità del mondo dello spettacolo, come Richard Gere, che la scorsa settimana era salito a bordo portando provviste e aveva partecipato a una conferenza stampa a Lampedusa per chiedere una soluzione all’impasse, Antonio Banderas e Javier Bardem. 

Situazione critica anche per la Ocean Viking, in avvicinamento verso Italia e Malta e in balia del maltempo:  “Le persone a bordo soffrono di mal di mare. Rimanere in mare mentre le persone soffrono non può essere la soluzione”.

Ultimo aggiornamento ore 19.50

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