Martedì, 20 Aprile 2021
Italia

Migranti fuggono dal centro di accoglienza di Terni: "Molti hanno un piano ben preciso"

Il vicequestore di Terni conferma la notiza delle fuga della quasi totalità dei migranti ospitati in un centro di accoglienza: "Vogliono espatriare, l'Italia è - per molti - un primo accesso verso altri paesi del Centro e Nord Europa.  

Diciannove dei 20 migranti assegnati alla prefettura di Terni e collocati in un centro di prima accoglienza convenzionato, sono fuggiti nella notte fra l'1 e il 2 agosto. A darne conferma è il vice questore aggiunto Giuseppe Taschetti a Ternitoday.

"Si sono allontanati nella notte dal centro di accoglienza facendo perdere le loro tracce. Le forze dell'ordine stanno cercando di tracciare i movimenti dei migranti. Tuttavia il rischio, pressoché certo, è che rientrino nel circuito della clandestinità anche a causa della difficoltà oggettiva di individuarli e identificarli in quanto privi documenti di identità".

Secondo quanto affermato dal questore Taschetti, la "fuga" dei migranti dai centri di accoglienza sarebbe una prassi piuttosto comune: "Molti di questi soggetti hanno piano ben preciso, ovvero quello di espatriare verso i paesi del Centro e Nord Europa. L'Italia è, per molti, un primo accesso verso altri paesi".  

Latina, 18 migranti fuggono dal centro di quarantena

Per l'Umbria è il secondo caso in poche settimane dopo quello di Gualdo Cattaneo ma sono molteplici negli ultimi giorni le notizie di sommosse e fughe dai centri di accoglienza. Sempre oggi, nel corso della notte, 18 migranti trasferiti a Latina il 28 luglio e attualmente ospitati nel Cas di Cori si sono allontanati dalla struttura scavalcando alla spicciolata un muro laterale dell'edificio dove stavano osservando il periodo di quarantena. Sette immigrati sono stati ritrovati erano nascosti nelle campagne circostanti la stazione ferroviaria di Cisterna e lungo i binari, altri sette sono stati rintracciati a Roma. Proseguono le ricerche degli altri cinque stranieri.

Migranti, il sindaco di Lampedusa: "5500 arrivi in 2 settimane"

"In poco meno di due settimane sono arrivati sull'isola di Lampedusa oltre 5.500 migranti in 250 sbarchi. Ormai è una vera e propria emergenza". Lo ha detto all'Adnkronos il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello parlando della situazione attuale sulla maggiore delle isole Pelagie.

Soltanto la notte scorsa ci sono stati tre diversi sbarchi per un totale di una quarantina di arrivi. Tutti tunisini, come avviene ormai da quasi un mese.

È attesa entro domani sera a Lampedusa la nave quarantena inviata dal Governo, che dovrebbe ospitare a bordo i migranti in arrivo. Al momento, come conferma lo stesso sindaco ci sono all'hotspot 678 persone, quasi tutti tunisini e uomini, ma ci sono anche famiglie. In poco meno di 24 ore sono state trasferite oltre 300 persone, così come era stato chiesto ieri dal primo cittadino, in un appello all'Adnkronos, al premier Giuseppe Conte. Oltre cento sono stati trasferiti a bordo di un traghetto per Porto Empedocle.

Migranti, che cosa sta succedendo in Tunisia

All'origine degli sbarchi che si stanno susseguendo in Sicilia è la fase di instabilità politica che si è aperta in Tunisia.

Il precario equilibrio politico trovato quasi tre mesi dopo le elezioni del 2019 si è frantumato in neanche sei mesi di governo sotto i colpi del partito islamista. Il presidente Saïed ha chiesto le dimissioni del governo nominando un nuovo primo ministro che avrà un mese di tempo per ottenere i 109 voti necessari per incassare la fiducia dall’Assemblea dei rappresentanti del popolo. La crisi di governo ha palesato in maniera ancora più netta i problemi endemici del Paese, quelli economici e sociali: il blocco del turismo, prima industria del Paese, a causa della pandemia ha minato un’economia già precaria. Se i riflettori si sono accesi ora sugli oltre 4mila migranti di origine tunisina sbarcati da inizio 2020, già dal 2019 i tunisini erano diventati la comunità più numerosa a raggiungere l’Italia via mare.

Ora il premier tunisino incaricato Hichem Mechichi ha spiegato che l'immigrazione illegale verrà contrastata "nella speranza che ogni tunisino possa trovare un'opportunità nel suo Paese in modo da non dover salire sui barconi della morte". 

Il ministro dell'Interno italiano Luciana Lamorgese, dopo l'incontro avvenuto questa mattina al Viminale con il ministro dell'Interno francese Gerald Darmanin ha parlato con la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson per organizzare una missione in Tunisia e "dare un segnale che possa poi aiutare a fermare questi flussi".

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