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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Il caso

San Siro chiuso, il Milan non ci sta: "Ricorso in ogni sede"

Club in rivolta contro le norme Uefa. E la Lega chiede correzioni dopo la chiusura di San Siro. Beretta: "Bisogna ripristinare le attenuanti, altrimenti si favoriscono gli ultrà"

MILANO - "Così i violenti ci possono ricattare". E' il pensiero più o meno unanime dei club della Serie A dopo la decisione del giudice sportivo di chiudere per un turno lo stadio di San Siro a causa dei cori dei tifosi del Milan contro i napoletani durante il match giocato a Torino con la Juventus.

La Lega di Serie A, come preannunciato dal suo presidente Maurizio Beretta al termine dell’assemblea di lunedì, ha formalmente chiesto alla Figc il cambiamento della norma relativa alla discriminazione territoriale. Nella lettera in cui la Lega di serie A ha sollecitato la modifica della norma sulla discriminazione territoriale, c’è anche la richiesta di «convocare sul tema il Consiglio federale con l’urgenza che la situazione richiede», come spiega il presidente della Lega serie A Maurizio Beretta sottolineando che «è importante rivedere il sistema sanzionatorio, le attenuanti e gli aiuti collaterali per non dare armi improprie e rinforzare le minoranze ultrà».

«Il problema è già stato posto in Consiglio federale - ha notato Beretta parlando del rapporto tra la norma Uefa e l’applicazione italiana -, la questione è capire come si ottiene il risultato facendo l’interesse dei valori che si affermano e della stragrande maggioranza dei tifosi: bisogna riflettere molto in fretta ma in maniera laica altrimenti rischiamo di consegnare le chiavi degli stadi e del campionato a una minoranza». Secondo Beretta «la chiusura completa di uno stadio è molto grave per l’immagine del calcio e per le persone perbene che sono il 99,9% di chi frequenta gli stadi. Le disposizioni sanzionatorie in atto portano a risultati che nessuno voleva all’inizio». La situazione è complicata nei rapporti troppo spesso ambigui fra società e ultrà? «Nel complesso è molto netto il percorso di affrancamento del calcio italiano da qualunque tipo di rapporto. Ci sono momenti in cui servono prese di posizione nette ma bisogna valorizzare gli aspetti positivi e ridurre al minimo gli effetti degenerativi».

L’amministratore delegato del Milan, intanto, ha annunciato che il Milan farà «ricorso in ogni sede possibile» contro la partita a porte chiuse con cui è stato punito per cori espressione di discriminazione territoriale. «Mi auguro che lo stadio sia pieno contro l’Udinese, lo spero», ha spiegato Galliani. «Senza entrare nello specifico, posso solo dire che faremo ricorso in tutte le sedi dove sarà possibile contro la chiusura dello stadio, per cercare di evitare questa punizione». Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli affari regionali e autonomie e dello sport Graziano Delrio, che ha avvisato: «Distinguere i cori dei tifosi che hanno carattere offensivo e razzista da quelli ironici, per evitare punizioni eccessive». 

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