Martedì, 21 Settembre 2021
Proteste

Milano, è quasi Expo: tra attesa e tensione

A poche ore dell'inaugurazione dell'Esposizione Universale a Milano si accendono i motori e i riflettori sul grande evento su cui si punta tutto: economia, ripresa, lavoro. C'è anche chi da quando Milano ha battuto Smirne come sede dell'Expo, non ha gioito per niente e in questi giorni sarà in piazza per le strade della città

Si accendono motori e riflettori su Milano e rimaranno accesi fino ad ottobre. Saranno i sei mesi dell'Expo, il grande evento a cui non solo il capoluogo lombardo, ma tutta Italia si sta preparando dal 31 marzo 2008, ovvero da quando l'Ufficio internazionale delle esposizioni, dalla sua assemblea generale a Parigi scelse il nostro paese per questo evento. 

Da allora non si sono fermate le polemiche: l'Italia è pronta ad affrontare le spese da paese ospitante? Se Monti da premier tecnico aveva qualche perplessità, Matteo Renzi ha puntato buona parte della sua "rottamazione" su questo evento: 

Il 2015 sarà un anno  felix  per il nostro paese: l'Expo non riguarda i politici, ma tutti gli italiani. Se saremo nelle condizioni di presentarci per quello che siamo, l'Expo diventerà la grande occasione per smettere di mettere sul proprio biglietto da visita solo quanto fatto nel passato e mostrare che se l'Italia fa l'Italia per bene non ce n'è per nessuno nel mondo

C'E' CI DICE NO - Prima dei motori del grande evento si sono scaldati quelli dei suoi contestatori, che Renzi sin dall'inizio ha sempre biasimato: 

Se c'è una qualche minoranza che vuole boicottare questo evento - ha minacciato Renzi - sappia che siamo pronti a tutto, per non cominciare l'Expo con una figuraccia, ed anche i sindacati la pensano come noi

Ma quello che in questi anni si è sviluppato come movimento "NoExpo" è pronto a manifestare, anzi ha organizzato "Cinque giornate di Milano" che vedono la mobilitazione dell'universo italiano e non solo contro la "truffa" dell'Esposizione universale. Nella rete che ha iniziato a formarsi nel 2008, tanti gruppi che contestano il grande evento da punti di vista diversi: da quello della precarietà dei suoi lavoratori, a quello del diritto alla sovranità alimentare, alla cementificazione e speculazione edilizia. Si legge sul sito: 

“Nutrire il Pianeta-Energia per la vita” è un tema fasullo, un claim dietro cui si cela il vuoto progettuale di una metropoli senza idee e senso di sé, se non come mostro che impatta su una regione di 500 Kmq, imponendo un modello tutto auto, cemento, consumo di suolo, poli logistici, valorizzazioni immobiliari. Cosa possiamo insegnare ai contadini del Sud del Mondo, posto che loro abbiano bisogno dei nostri insegnamenti?


"Non vogliamo fare la guerra civile" hanno più volte specificato le forze antagoniste. Dal 29 aprile, giorno della manifestazione antifascista nell’anniversario della morte di Sergio Ramelli, al 3 maggio in cui si svolgerà l'assemblea e il "campeggio internazionale" nell’area di Rho-Pero, gli eventi di chi Expo non la vuole saranno tanti. Nel giorno dell'inaugurazione con Matteo Renzi è prevista anche una contromanifestazione, il May-Day: "Un corteo popolare che attraversi il centro di Milano, capitale della crisi e della precarietà, vetrina per Expo, ribadendo che ExpoFaMale e che noi lo sciopereremo, che gratis non si lavora, che le ricette di Renzi e della troika non ci piacciono" scrivono nel comunicato di lancio della protesta.

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