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Martedì, 27 Febbraio 2024
Cronaca

Perché Lucano sarà processato anche se la Cassazione aveva "smontato" le accuse

"Dimostreremo che la verità si fa luce da sola" dice l'ex sindaco Mimmo Lucano. Saranno i giudici a valutare se davvero il modello Riace, considerato per anni un simbolo di accoglienza e integrazione per far rivivere i centri spopolati, fosse un "sistema criminale"

La Cassazione (alla quale i suoi legali avevano fatto ricorso per il divieto di dimora a Riace) una settimana fa aveva smontato di fatto gran parte delle accuse, ridimensionandole, ma il processo ci sarà. Rinvio a giudizio per Mimmo Lucano e altri 26 indagati nell'inchiesta 'Xenia' sulla gestione dei migranti. Lo ha deciso il Gup di Locri al termine di sette ore di camera di consiglio. Il processo comincerà l'11 giugno prossimo a Locri. "Vado avanti con coraggio", commenta all'Adnkronos Lucano, che aggiunge: "Dimostreremo che la verità si fa luce da sola".  Con il rinvio a giudizio è scattato per Lucano anche il nuovo termine di decorrenza dell’obbligo di dimora fuori da Riace, che si protrarrà per un altro anno. Lucano, al terzo mandato come primo cittadino di Riace, il 2 ottobre era dapprima stato posto agli arresti domiciliari, misura poi trasformata nel divieto di dimora a Riace.

L'ex sindaco era stato arrestato (ai domiciliari) e poi scarcerato dopo essere finito sotto inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e presunti illeciti nell’affidamento degli appalti per la differenziata. Il gup di Locri ha accolto la richiesta della procura. Secondo gli inquirenti, Lucano e altri 26 imputati sarebbero coinvolti in un'associazione a delinquere ai danni dello Stato per la gestione dei fondi destinati all'accoglienza. Fra i reati contestati truffa con danno patrimoniale allo Stato. Riace nella Locride era diventata un modello di accoglienza e integrazione per far rivivere i centri spopolati e fornire un posto dove vivere a centinaia di richiedenti asilo.

Riace, Mimmo Lucano rinviato a giudizio

Perché sarà un processo "strano" secondo molti osservatori? Nessuno nega oggi che l’impianto accusatorio intorno al modello Riace sia già enormemente indebolito e abbia sbattuto contro due "muri" di cui i giudici nel processo in qualche modo non potranno non tenere conto. Primo, c'è quello che ha stabilito il giudice per le indagini preliminari che, a conclusione dell’indagine stessa, aveva stabilito che soltanto due dei 14 capi d'accusa stavano in piedi: favoreggiamento dell’immigrazione e l’irregolarità per la gestione degli appalti per la raccolta differenziata. Secondo, la Corte di Cassazione aveva smontato nel dettaglio l'impianto. La Cassazione di fatto aveva demolito gran parte delle accuse nei confronti di Lucano. Dagli appalti per i rifiuti ai matrimoni di comodo, nessun indizio di comportamenti fuori dalla legge. Lucano non si è intascato alunché e non ha favorito nessuno nella gestione della differenziata. Lo stesso gip parlava di "superficialità", di una "non trasparente gestione delle risorse" messe a disposizione per Riace, ma che non corrisponde ad un arricchimento personale del sindaco.

Detto in altri termini, i giudici valuteranno se davvero il modello Riace fosse un "sistema criminale" e Lucano si difenderà in aula. La procura nonostante non abbia ottenuto alcun giudizio a conferma di tale ipotesi in tutti questi mesi, né dal giudice per le indagini preliminari né tantomeno dalla Cassazione, ha riproposto le stesse tesi alla chiusura delle indagini. A Riace non ci sono state né ruberie, né truffe, né matrimoni di comodo secondo gli ermellini, ma il gup di Locri ha rinviato a giudizio Lucano e altri 26 indagati. Il Ministero dell'Interno ha fatto sapere che contro Lucano e contro chi aveva reso Riace un modello di accoglienza studiato nel mondo si costituirà parte civile. 

Mesi di "fango" sul modello Riace, ma la Cassazione smonta le accuse contro Lucano

Rifondazione: "Bisogna essere onesti per vivere fuori legge"

"La nostra solidarietà a Mimmo Lucano, rinviato a giudizio. Mimmo non merita questa persecuzione giudiziaria contro la sua instancabile e generosa opera di solidarietà concreta. Come cantava Bob Dylan, bisogna essere onesti per vivere fuori legge". Lo ha affermato in una dichiarazione il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.

"E' chiaro che la legge va rispettata, ma prima di accusare il sindaco Lucano aspetterei una sentenza definitiva. I sindaci sono sempre in prima linea, e spesso sono costretti a trovare da soli delle soluzioni, perché lo Stato non ne dà". Lo afferma Antonio Satta, segretario dell`Unione Popolare Cristiana (Upc), e componente del direttivo Anci.

"Noi sindaci spesso, sul fronte dell`immigrazione e non solo, siamo soli, senza risorse e senza strumenti - continua Satta - Dunque niente sentenze preventive su Lucano. In troppi lo accusano senza sapere nulla di lui e per puro spirito politico".

Caso Riace, parla il sindaco Mimmo Lucano: "Il mio è un reato d'umanità" 

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