Sabato, 5 Dicembre 2020

I viaggi spaventosi dei piccoli migranti verso l'Europa: il 77% è vittima di abuso

Bambini e giovani che attraversano il Mediterraneo centrale sono vittima di abusi, tratta e sfruttamento. Lo rivela un rapporto di Unicef e Oim, basato sulle testimonianze di circa 22mila migranti e rifugiati

Bambini e giovani rifugiati e migranti che tentano di raggiungere l'Europa sono vittime di abusi dei diritti umani spaventosi. Il 77% di quelli che viaggiano lungo la rotta del Mediterraneo centrale ha riportato esperienze dirertte di abuso, sfruttamento e pratiche potrebero equivalere a tratta di essere umani. Lo rivela un nuovo rapporto di Unicef e Oim, intitolato "Viaggi Spaventosi".

Il dossier mostra che, mentre tutti i migranti e i rifugiati corrono alti rischi, i bambini e i giovani migranti sono molto più esposti allo sfruttamento e alla tratta rispetto agli adulti dai 25 anni in su: quasi il doppio lungo la rotta del Mediterraneo Orientale (il 17% contro il 10%) e con un tasso del 13% superiore sulla rotta del Mediterraneo Centrale (il 77% contro il 69%).

Sfruttamento e tratta

Il rapporto si basa sulle testimonianze di circa 22mila migranti e rifugiati, compresi 11mila bambini e giovani intervistato dall'Oim. Secondo il dosser, i minori che vengono dall'Africa sub sahariana hanno probabilità molto maggiori di subire sfruttamento e tratta rispetto a persone che si spostano da altri paesi del mondo: lungo la rotta del Mediterraneo Orientale, il 65% rispetto al 15% e lungo la rotta del Mediterraneo centrale l’83% rispetto al 56%. Il razzismo è probabilmente il principale fattore alla base di questa discrepanza.

Secondo l'Unicef che i bambini e i giovani che viaggiano da soli o per lunghi periodi, insieme con coloro che hanno bassi livelli di istruzione, sono tra i più vulnerabili a sfruttamento per mano di responsabili di tratta e gruppi criminali durante il viaggio. La rotta del Mediterraneo Centrale è particolarmente pericolosa: la maggior parte dei migranti e dei rifugiati che hanno attraversato la Libia continuano ad essere fortemente colpiti da illegalità, milizie e criminalità. In media i giovani pagano tra i mille e i 5mila dollari per il viaggio e spesso arrivano in Europa con debiti, il che li espone ad ulteriori rischi.

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In fuga verso l'Europa

La fuga da guerre, conflitti o violenze è la motivazione primaria dietro la decisione di lasciare il paese d’origine. Solo circa un terzo degli adolescenti e appena meno della metà dei giovani hanno citato motivazioni economiche.

Circa 2 adolescenti e giovani su 3 lungo la rotta del Mediterraneo Centrale hanno dichiarato di essere stati trattenuti contro la propria volontà, rispetto a circa 1 persona su 2 di età pari o superiore a 25 anni. Questa esperienza non è così comune lungo rotta Orientale – ma gli adolescenti che dichiarano di essere trattenuti contro la loro volontà sono circa il doppio rispetto ai giovani o agli adulti.

La storia di Aimano

Ma cosa succede durante il viaggio dei minori verso l'Italia? Aimamo, un ragazzo non accompagnato di 16 anni proveniente dal Gambia e intervistato presso un rifugio in Italia, ha detto di essere stato costretto per mesi, una volta arrivato in Libia, ad un estenuante lavoro manuale per mano di responsabili di tratta. “Se provi a scappare, ti sparano. Se smetti di lavorare, ti picchiano. Eravamo come degli schiavi. Alla fine della giornata, ti chiudono dentro".

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Proteggere i bambini

“La dura realtà è che ormai pratica consueta che i bambini migranti lungo il Mediterraneo siano vittime di abusi, traffico, percosse e discriminazioni”, dice Afshan Khan, Direttore Regionale e Coordinatore Speciale dell’UNICEF per la crisi Rifugiati e Migranti in Europa. “I leader dell’Unione Europea dovrebbero attuare delle soluzioni durature che comprendano percorsi migratori sicuri e legali, stabilire corridoi di protezione e trovare alternative alla detenzione di bambini migranti", conclude. 

“Per le persone che lasciano i propri paesi in fuga da violenze, instabilità e povertà, i fattori che le spingono a migrare sono gravi, queste persone intraprendono viaggi pericolosi pur sapendo che potrebbero costare loro la dignità, il benessere o anche la vita,” ha dichiarato Eugenio Ambrosi, Direttore Regionale dell’OIM per l’Unione Europea, la Norvegia e la Svizzera. “Se non verranno istituiti percorsi migratori più regolari, altre misure saranno relativamente inefficaci. Dobbiamo ravvivare un approccio alle migrazioni basato sui diritti, migliorare i meccanismi per identificare e proteggere i più vulnerabili nel processo migratorio, a prescindere dal loro status legale".

Il rapporto chiede a tutte le parti interessate - paesi di origine, di transito e destinazione, l’Unione Africana, l’Unione Europea, le organizzazioni internazionali e nazionali con il supporto della comunità dei donatori - di dare priorità ad una serie di azioni. Queste comprendono: stabilire passaggi regolari e sicuri per i bambini migranti; rafforzare i servizi di protezione dei bambini migranti e rifugiati nei paesi di origine, transito e destinazione; trovare alternative alla detenzione dei bambini migranti; lavorare ai confini per combattere tratta e sfruttamento; combattere la xenofobia, il razzismo e le discriminazioni contro tutti i migranti e i rifugiati.

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