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Sabato, 18 Maggio 2024
Tutti i dubbi / Modena

Monica Santi: il passato della babysitter che ha lanciato il bimbo dalla finestra e il giallo della catalessi

Confermato l'arresto per tentato omicidio, la 32enne rimane in carcere. Il piccolo è sempre in gravi condizioni. L'esperto: "È probabile che questa ragazza abbia avuto un episodio psicotico"

Il gip Andrea Scarpa ha confermato l'arresto per tentato omicidio. Ieri mattina, 3 giugno 2022, dopo l’udienza di convalida dell’arresto e dell’interrogatorio di garanzia, il giudice, accogliendo la richiesta della procura, ha convalidato l’arresto e disposto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti della babysitter 32enne Monica Santi, fermata il 31 maggio dai carabinieri della Stazione di Soliera: si procede per tentato omicidio aggravato del minore a lei affidato. La donna, si legge in una nota della Procura di Modena diffusa venerdì sera, "è gravemente indiziata di avere volontariamente lanciato dalla finestra del secondo piano il bambino di 13 mesi a lei affidato dai genitori durante la loro assenza per lavoro". Per le gravi ferite riportate nella caduta, il piccolo era stato elitrasportato all’ospedale di Bologna, dove è tuttora ricoverato in gravi condizioni, ma non in immediato pericolo di vita.

"Ho preso Tommaso e l'ho lanciato dalla finestra, non so perché l'ho fatto, ho avuto un malore, una sorta di catalessi": la donna in lacrime avrebbe confermato le ricostruzioni degli inquirenti, che avevano già sentito la donna delle pulizie presente in quel momento in casa e anche i vicini che avevano visto il piccolo steso a terra in cortile. La baby sitter ha ammesso di avere gettato il bambino dalla finestra spiegando di venire da un periodo difficile e di non essere in sé in quel momento. La donna ha detto che il suo non sarebbe stato un gesto deliberato e di non sapere spiegare il motivo che l'hanno spinta a fare quel che ha fatto.  La sua avvocata Francesca Neri dice: "Dopo aver compiuto questo gesto, non premeditato ma istintivo, si trovava in una realtà parallela. È riuscita solo a scendere dal piano superiore, dove si trovava con il piccolo, e andare dalla donna delle pulizie al piano di sotto per dirle: "Adesso il bambino è libero". Una richiesta di aiuto, infatti questa frase l'ha ripetuta due o tre volte. Era priva di alcun sentimento, immobilizzata".

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Una "brava ragazza", "professionale", così tutti la definiscono. Sette anni fa la laurea in Economia, poi un lavoro da segretaria contabile finito bruscamente l'anno scorso, con il coinvolgimento di avvocati per ottenere gli arretrati. Poi un periodo in Francia per studiare il francese, lavorando come baby sitter, e il ritorno a Modena. Da gennaio lavorava otto ore al giorno per la stessa famiglia: aveva risposto a un annuncio messo su internet a inizio 2022 dai genitori del bambino. Nessun segnale di allarme o di preoccupazione di alcun tipo per cinque mesi. Poi il black out.

Testimone chiave di quanto avvenuto il 31 maggio è, secondo la ricostruzione pubblicata da vari quotidiani, la signora delle pulizie. Sarebbe stata lei la prima o tra le prime a soccorrere il piccolo. Il suo intervento, in quei primi attimi, probabilmente si è rivelato provvidenziale: ha scosso il bimbo, che ha vomitato e ha ricominciato a respirare.

Domenico Berardi, professore ordinario fuori ruolo di Psichiatria dell’università di Bologna, prova a fare una lettura di quanto accaduto a Soliera. A Repubblica spiega: "È probabile che questa ragazza abbia avuto un episodio psicotico, se non pensieri deliranti, o almeno che abbia vissuto l’esperienza di un’atmosfera delirante. Il mio è un ragionamento puramente ipotetico, ma vedo due fattori chiave in questa storia: la frustrazione dopo un fallimento di un’esperienza lavorativa e la solitudine. In generale nel lavoro, essendoci un livello di competizione alto, le persone con fragilità del carattere a livello cognitivo ed emozionale possono perdere il loro equilibrio. Le psicosi acute non esordiscono a caso. Non è che uno a un certo punto nel bel mezzo di una vita ordinaria commette gesti simili. Abbiamo episodi psicotici in venti persone su 100mila abitanti per anno". La baby sitter ha parlato di catalessi: "La catalessi è quando uno non ha più il controllo del proprio corpo. Il punto è se questa inconsapevolezza insorge prima del gesto o dopo, come meccanismo di difesa della mente. Solo una perizia potrà dirlo", conclude l'esperto. Le indagini nel frattempo proseguono.

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